la visita
Schifani a Niscemi: «Replichiamo il modello Emilia Romagna». Aiuti immediati e case per le famiglie travolte dalla frana
Deleghe al sindaco per velocizzare assegnazioni e contributi, la macchina degli aiuti entra nel vivo. «Abbiamo raschiato il barile senza toccare investimenti programmati»
Renato Schifani, presidente della Regione Sicilia, dopo un lungo e articolato sorvolo è arrivato a Niscemi, nel cuore del Caltanissetta, per una visita che ha acceso i riflettori su una delle ferite più fresche dell'Isola: la frana che ha sgomberato famiglie intere, lasciando sul lastrico nuclei familiari già provati dal dissesto idrogeologico cronico della Sicilia.
Mentre il governatore fa ingresso in Comune, uno sfollato non ci vede più dalla rabbia e alza la voce: «Cosa è venuto a fare Schifani a Niscemi? Servono i soldi subito per gli sfollati e per la ricollocazione. Venire in città non serve a niente, si perdono solo risorse pubbliche». È il grido di chi ha perso tutto, un'eco che risuona in un territorio dove il maltempo non è più un'eccezione.
Maltempo e Niscemi, il governo Schifani stanzia oltre mezzo miliardo | I sindaci siciliani alla Camera: «Servono risorse e semplificazioni»
L'annuncio del governatore che nel pomeriggio si era confrontato in videocall con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Schifani è andato dritto lungo la sua strada per una riunione operativa in municipio con il sindaco Massimiliano Conti, il coordinatore commissariale Duilio Alongi e il capo della Protezione Civile regionale Salvo Cocina. Poi le comunicazioni, un primo passo verso la normalità, mentre il recupero beni si è fermato perché le squadre speciali dei vigili del fuoco hanno rilevato continui movimenti e hanno fatto sgomberare la zona rossa.
«Da oggi ogni famiglia sfollata a Niscemi avrà a disposizione un contributo per l’affitto di un’abitazione, una somma che varia dai 400 ai 900 euro al mese», ha dichiarato il presidente, alzando la posta rispetto alle cifre iniziali. E non è tutto: «La Regione sta lavorando nell’arco dei prossimi dieci giorni a un provvedimento per un contributo a fondo perduto per l'acquisto di abitazioni. Ci sono tutte le somme disponibili». Parliamo di un impegno finanziario massiccio, con altri 500 milioni di euro autorizzati per i danni da maltempo, "raschiati dal barile" da fondi accantonati e residui non utilizzati, senza toccare investimenti già in marcia.
Ed evidenzia anche che lo Iacp ha effettuato una ricognizione urgente delle abitazioni libere e ne ha trovate tre a Niscemi, ma ci sono anche quelle di Gela, Butera e Riesi in cui le persone possono avere un tetto.
Deleghe al sindaco: velocizzare procedure e responsabilizzare il territorio
Schifani punta sulla decentralizzazione. «È stata una riunione operativa. Il mio impegno era stato sempre quello di fare in modo che venisse garantito l’alloggio a tutti gli sfollati», ha spiegato, delegando proprio al sindaco Conti il potere di erogare i contributi.
«Oggi siamo venuti qui per delegare il sindaco a poter utilizzare le somme di 400 euro per ogni famiglia sfollata, 400 o 500 euro, a seconda del nucleo familiare. Lo farà il sindaco a nome mio, velocizzeremo tutte le procedure». Niente contratti di affitto complicati: basterà l’ordinanza di sgombero per l'immobile, e da domani il primo cittadino potrà agire immediatamente. È un meccanismo semplificato, ispirato al modello Emilia-Romagna per i risarcimenti danni: «Sul risarcimento danni sarà sufficiente presentare una documentazione idonea come si è fatto per l'Emilia-Romagna, quindi stiamo velocizzando al massimo».
E gli alloggi? Lo Iacp ha già tre immobili agibili a Niscemi, pronti per essere trasferiti al Comune, più altri nei centri vicini per chi vorrà spostarsi. «Ne sono indicati anche altri nei comuni vicini. Li mettiamo a disposizione dell’amministrazione comunale per le famiglie che dovessero decidere di occuparli. Sono già agibili, sono in fase di definizione», ha aggiunto Schifani. Il sindaco deciderà a chi assegnarli, in un rapporto di "massima collaborazione" che responsabilizza i pubblici ufficiali locali. «La mia logica è quella di decentrare, responsabilizzare il sindaco, un pubblico ufficiale, in un rapporto di massima collaborazione. Stiamo facendo squadra, stiamo facendo sistema e questo è il nostro dovere che avvertiamo naturalmente».
La riunione operativa: squadra con forze dell'ordine e viabilità nel mirino
La riunione ha coinvolto diverse istituzioni, dalla Protezione Civile nazionale all'esercito, passando per Guardia di finanza, carabinieri e polizia. Hanno affrontato pure la viabilità bloccata dalla frana, che isola ulteriormente Niscemi. «Siamo venuti qui proprio per incontrare non soltanto il sindaco, ma anche gli operatori e le forze dell’ordine. Abbiamo fatto una riunione operativa per affrontare il tema della viabilità che tocca Niscemi», ha raccontato Schifani, fiducioso nei "passi in avanti" compiuti. «Per fare in modo che la gente soffra sempre meno, è un primo passo».
I danni della frana? «Non sono ancora stati stimati per intero», ammette onestamente il governatore. Sul mezzo miliardo di fondi europei rimodulato, aggiunge: «Abbiamo raschiato il fondo del barile. Non abbiamo distratto queste somme da investimenti già in itinere o che stavano per partire, quindi non abbiamo danneggiato il processo di crescita della Regione». Poi un giro in auto e la prima sosta con i vigili del fuoco, quelli delle squadre speciali che stanno monitorando i movimenti della terra e fermano le operazioni di recupero nel momento in cui c'è un rilievo.
