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Juve-Mateta, braccio di ferro: perché i bianconeri insistono e perché il Crystal Palace ha detto no

Un’operazione che può cambiare l’attacco della Juve: offerta respinta, richiesta più alta, numeri e contesto che spiegano la trattativa

Redazione La Sicilia

18 Gennaio 2026, 18:54

Juve-Mateta, braccio di ferro: perché i bianconeri insistono e perché il Crystal Palace ha detto no

“Ci sarà un prezzo: se qualcuno lo pagherà e il giocatore vorrà andare, l’affare si farà. Altrimenti, resterà.” Parole del manager del Crystal Palace Oliver Glasner su Jean‑Philippe Mateta, classe 1997, che la Juventus vuole a tutti i costi, Sul tavolo, una prima proposta bianconera: prestito oneroso da 2 milioni con obbligo di riscatto a 28 milioni al verificarsi di determinate condizioni (qualificazione europea). La risposta degli inglesi? Un no secco e una richiesta chiara: cessione definitiva e una valutazione non inferiore a 35-40 milioni di euro.

Juventus, identikit della punta cercata: fisicità, profondità, gol “di prima”

Dopo un’estate ambiziosa, la Juve si è ritrovata, a metà stagione, con l’urgenza di una punta di peso capace di reggere duelli, attaccare l’area e alzare il livello realizzativo nelle partite che contano. Gli innesti del 2025Jonathan David (arrivato a parametro zero con contratto fino al 2030) e Loïs Openda (prestito con obbligo di riscatto legato a condizioni, operazione complessiva nell’ordine dei 40-46 milioni) – non hanno fin qui garantito la continuità sotto porta che si attendeva: il canadese è stato spesso intermittente, il belga ha rotto il ghiaccio tardi e con fatica. In questo quadro, il profilo di Mateta appare complementare: spalle larghe, attacco alla prima palla utile, predisposizione al colpo “di prima” dentro l’area, con metriche migliorate sensibilmente nelle ultime stagioni.

La prima offerta Juve e il rifiuto del Palace

Secondo quanto ricostruito in Italia, la Juventus ha formalizzato una proposta strutturata così: prestito oneroso da 2 milioni più obbligo di riscatto a 28 milioni subordinato al raggiungimento di un traguardo europeo (Europa League o Champions League). Dall’Inghilterra, la posizione del Crystal Palace è stata ferma: il club accetta di trattare, ma solo per una cessione a titolo definitivo e su una base economica più alta, attestata intorno ai 35 milioni (in alcune ricostruzioni fino a 40 milioni). A fare da cornice, le parole di Glasner: “C’è un prezzo. Se nessuno lo paga, Mateta resterà.”

Cosa c’è dietro il “no” del Palace

Il rifiuto non è solo una questione di principio. Il Crystal Palace vive settimane agitate: l’annuncio dell’addio di Glasner a fine stagione, la cessione imminente del capitano Marc Guéhi e un momento difficile nei risultati hanno irrigidito la posizione del club, deciso a non indebolirsi senza un ritorno immediato e congruo. In questo contesto, monetizzare subito – e bene – un asset come Mateta diventa la condizione minima per aprire la porta.

Quanto vale oggi Jean‑Philippe Mateta

La richiesta di 35-40 milioni non nasce nel vuoto. Da quando Glasner si è seduto sulla panchina del Palace (febbraio 2024), Mateta ha cambiato passo: gol per 90’ raddoppiati, xG e tasso di conversione al tiro in netto rialzo. In un periodo significativo, per rendimento realizzativo, è stato dietro solo a grandi cannoni come Erling Haaland, Mohamed Salah e Alexander Isak. Nell’avvio di questa stagione ha mantenuto l’inerzia, con un volume di conclusioni e una qualità di occasioni che ne hanno accresciuto l’appeal sul mercato. Numeri che spiegano perché il Palace non voglia “scontare” il cartellino e perché i bianconeri lo considerino l’innesto giusto per “pesare” di più nell’area piccola.

Sul piano contrattuale, Mateta ha un accordo in essere con il Crystal Palace fino a giugno 2027 (opzione estesa dal club), e nei mesi scorsi non sono maturati passi decisivi verso un prolungamento ulteriore: anche questo dettaglio contribuisce a definire la leva negoziale delle parti.

Le ricadute economiche: bilancio, ammortamento e registrazione UEFA

Un acquisto a 35 milioni genererebbe per la Juventus un ammortamento annuo di circa 7 milioni su un contratto quinquennale, a cui sommare l’ingaggio netto del calciatore e gli oneri accessori. Una struttura a prestito+obbligo diluisce l’impatto nell’esercizio corrente, ma – come si è visto – il Palace pretende cessione secca. Per i londinesi, una plusvalenza immediata (al netto del valore residuo a bilancio) consentirebbe di pianificare un sostituto senza fare acrobazie finanziarie a fine stagione. Per il calciatore, un accordo con la Juve su 4 o 5 anni garantirebbe stabilità e partecipazione a un progetto con ambizioni europee, uno dei desideri espressi a più riprese dal giocatore nell’ultimo anno.