pallacanestro
L'ultima farsa del Trapani Shark può essere davvero l'ultima: perché Fip e Lega Basket valutano l'esclusione dal campionato
I granata in campo con i ragazzini. E c'è il precedente del Siena del 2019 che non dà strade alternative
L’ultima mortificazione al PalaShark, contro Trento, si è consumata in quattro minuti: 11-26 il parziale, con i ragazzi del vivaio schierati di fronte a cinque adulti, eco fedele della sceneggiata di Champions andata in scena martedì in Bulgaria.
Sugli spalti, il pubblico crollato dai 3.400 abbonati a circa 1.500 presenti occasionali oscilla tra indignazione e rassegnazione. Ma il danno più grave riguarda i minorenni, esposti a spettacoli indecorosi.
Domani FIP e Lega si ritroveranno in Via Vitorchiano, a Roma, per definire una via d’uscita da un calvario diventato virale sulle piattaforme europee.
Antonini resiste e, nel comunicato diffuso a fine incontro, promette battaglia senza compromessi: “Chi crede che ci arrendiamo sbaglia. Le settimane chiariranno: questa lotta per la dignità di squadra, città e Sicilia è all’inizio. Trapani Shark combatterà senza quartiere contro la persecuzione”.
Durissimo Alessandro Marzoli, presidente della GIBA, il sindacato dei giocatori: “Rinnoviamo l’appello per rispetto agli atleti dopo Trento. Non si capisce l’ostinazione a giocare match indecenti, senza equità. Professionisti costretti in campo rischiano infortuni, salute e dignità. Sono lavoratori: tuteliamoli. Società, trovate una soluzione ora, prima che diventi vergogna per il basket italiano”.
Il precedente di Mens Sana Siena (marzo 2019) è emblematico: esclusione dalla A2 dopo la “non-partita” persa 93-61 con i juniores contro Biella. Le motivazioni del Giudice Sportivo parlavano di “palese alterazione dell’uguaglianza competitiva”, oltre a morosità reiterate, penalizzazioni e indagini della Procura Federale.
Seguirono lo 0-20 a tavolino a Legnano, l’estromissione dal torneo e l’azzeramento dei punti conquistati contro la formazione toscana.
Lo scenario odierno appare sovrapponibile: niente equilibrio, solo confusione. La Lega valuta lo stesso copione per Trapani, aggravato dalla smobilitazione generale: palazzetto semivuoto, bar chiusi, i match program del 28 dicembre contro Varese — l’ultima “vera” partita, vinta dagli ospiti — ancora posati sui tavoli stampa.
Due settimane fa c’era una squadra da sogno (10 successi nelle prime 11 uscite); oggi il deserto, con i giovani esposti a rischi inutili.
Le possibili conseguenze? L’esclusione implicherebbe un reset forzato, sanzioni ai tesserati e una macchia indelebile sull’intero movimento.
Le community online ribollono; la tifoseria si spacca tra fedeltà e buon senso. La FIP è chiamata a intervenire: proteggere i ragazzi prima che la “strategia” di Antonini trasformi una passione in tragedia collettiva.
La palla passa a Roma: potrebbe essere l’ultima per gli Shark.