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Un importante asse produttivo Europa–Asia che può ridurre anche la dipendenza da singole aree di approvigionamento
Il Feasibility Agreement firmato da Eni e Petronas non è soltanto un passo avanti nella ricerca di carburanti rinnovabili ad alte prestazioni: è un segnale strategico per l’intera filiera energetica internazionale. La valutazione congiunta di nuove bio-benzine basate sulla tecnologia Ecofining si inserisce in un contesto in cui disponibilità di materie prime, capacità di raffinazione e logistica globale diventano fattori decisivi per la competitività dei biocarburanti.
L’intesa tra le due società arriva in un momento in cui la domanda di soluzioni a basse emissioni cresce nei trasporti, nell’industria e nel settore aeronautico. Le bio-benzine potrebbero rappresentare un tassello complementare ai già diffusi diesel Hvo e Saf-biojet, ampliando la gamma di prodotti rinnovabili per mercati che dovranno affrontare obiettivi di decarbonizzazione sempre più stringenti. Un elemento rilevante riguarda la geografia delle produzioni: la collaborazione tra Eni e Petronas si sviluppa lungo un asse Europa–Asia che può ridurre la dipendenza da singole aree di approvvigionamento.
La futura bioraffineria di Pengerang, con una capacità stimata di 650.000 tonnellate annue di materie prime rinnovabili, sarà un nodo logistico capace di alimentare mercati regionali in rapida espansione, creando equilibrio tra domanda locale ed export verso aree che richiedono volumi crescenti di biocarburanti.
L’accordo sulle bio-benzine va letto anche come un investimento nella resilienza delle filiere. La possibilità di sviluppare carburanti rinnovabili ad alte prestazioni apre scenari in cui sport, industria e mercati energetici dialogano per accelerare la transizione. Se gli studi confermeranno la fattibilità del progetto, Eni e Petronas potrebbero contribuire a definire un nuovo standard internazionale per i carburanti sostenibili, con ricadute ben oltre il mondo delle competizioni.