Luoghi da scoprire
A Marianopoli il cuore della Sikanìa batte tra archeologia e memoria contadina
Il dialogo tra le testimonianze di Mytistraton e le stele di Monte Balate con le radici della civiltà contadina inserito nella Rete dei Musei di ANCI Sicilia
Lì nell'entroterra della Sicilia dove il paesaggio collinare narra storie di popoli antichi e fatiche rurali, sorge Marianopoli, in provincia di Caltanissetta, una comunità che può vantare un primato culturale di rilievo: un museo ogni mille abitanti. Entrambe le realtà museali della cittadina, oggi parte della Rete Musei di Anci Sicilia, sono ospitate nel prestigioso Palazzo della Cultura Sikania in via Regione Siciliana, un edificio la cui facciata è dominata da un imponente murales della "Dama di Mitystraton".
La Rete Musei di Anci Sicilia è un'iniziativa promossa per valorizzare l’immenso patrimonio culturale dell’isola che comprende attualmente 100 comuni coinvolti e oltre 200 realtà museali aderenti. Iniziativa a cui è dedicato il portale musei-sicilia.it: da qui, con un semplice click, sarà possibile andare alla scoperta virtuale dei musei che hanno aderito alla Rete, lasciandosi affascinare dai mille segreti che raccontano, dalle opere che custodiscono e dai segreti che tramandano.
Il primo piano del Palazzo ospita il Museo Archeologico Regionale, intitolato ai fratelli Francesco e Ludovico Landolina Paternò di Rigilifi, pionieri della numismatica che per primi identificarono in questi luoghi l’antica zecca di Mytistraton.
Il percorso espositivo è una tappa imperdibile per comprendere la civiltà indigena della protostoria siciliana. Tra i reperti di maggiore valore spiccano infatti le Stele di Monte Balate: tre stele del VI-V sec. a.C., di cui due recano rarissime iscrizioni greche riguardanti le "fratrie", documentazione fondamentale per lo studio dei contatti tra greci e indigeni in Sikanìa. C'è poi la Signora di Castellazzo: un eccezionale corredo ceramico del IV sec. a.C. appartenuto a una nobile donna, il cui profilo greco ha viaggiato fino a Tokyo per rappresentare la "Sicilia Greca" in mostre internazionali. E il Monetiere: inaugurato nel 2007, espone 76 monete (puniche, siracusane e agrigentine) che testimoniano la vivacità commerciale e l'importanza politica di un centro che batteva moneta propria.
(in foto l'anfora che riproduce il profilo della Dama di Mitystraton, che è stata anche riprodotta nel murale gigante all'esterno del Palazzo dei Musei, realizzato dall'artista Giulio Rosk)
Salendo al secondo livello, il visitatore entra nel mondo della memoria rurale con il Museo Etnoantropologico Comunale "Padre don Salvatore Benvenga", fondato nel 1995 e riallestito nel 2016, il museo è dedicato alla figura del sacerdote ucciso nel 1814 e venerato dalla memoria contadina locale.
Il legame tra i due musei è suggellato da un oggetto simbolico: un vomere d’aratro in ferro. Quello archeologico risale al VI sec. a.C., mentre quello etnoantropologico è del XIX secolo; un "ponte" temporale che dimostra la continuità di una Civiltà Contadina arrivata quasi immutata fino ai giorni nostri. ll museo raccoglie attrezzi, carretti, macchine agricole degli anni '50 e paramenti cerimoniali, ripercorrendo i cicli della cerealicoltura e della pastorizia.
L’unificazione di queste due realtà nel Palazzo Sikania non è solo un’operazione museografica, ma un progetto politico e culturale che mira a contrastare l’isolamento geografico dell’entroterra. Come sottolineato dagli studiosi locali, queste collezioni non sono solo frammenti di argilla o metallo, ma "tesori intimi e veri" che rappresentano un modello di intervento per il futuro sviluppo della comunità. Per il visitatore, Marianopoli non è solo la meta di un viaggio, ma un'esperienza immersiva nella Sikanìa, dove il rito preistorico dell'enchytrismos (la deposizione in vasi fittili) e la sacralità del tempo agrario si fondono in un unico racconto di identità e resistenza.
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