La sfida
Il gruppo Altea cambia nome e diventa Hiperia, nuova identità per la transizione energetica del Mediterraneo
Il fondatore e Ceo Stefano Finocchiaro ha illustrato ai principali stakeholder del gruppo strategia e obiettivi
Il mercato degli impianti fotovoltaici utility scale cresce, il quadro normativo italiano non è mai stato così definito e diversificato e la Sicilia si candida a diventare hub energetico del Mediterraneo. In questo contesto, Gruppo Altea ha scelto di presentarsi con una nuova identità: da oggi si chiama Hiperia. L'annuncio è arrivato nel corso dello Stakeholder Meeting 2026, svoltosi al Parco Botanico Radice Pura di Riposto, dove il fondatore e Ceo Stefano Finocchiaro ha illustrato ai principali stakeholder del gruppo strategia e obiettivi. Alle spalle, sedici anni di attività in un settore fortemente condizionato dai meccanismi incentivanti e in continua evoluzione. Un percorso che Gruppo Altea ha attraversato integralmente, dal mercato residenziale e retail delle origini fino agli impianti utility scale sopra i 20 Mw che caratterizzano oggi il suo posizionamento. «Siamo un’azienda che si è rimessa in gioco ogni volta che il mercato cambiava forma», ha dichiarato Finocchiaro. «Questo non è un cambio di passo: è il passo successivo di un cammino che non si è mai interrotto». Il nuovo nome nasce dalla volontà di proporsi con una nuova dimensione nei mercati nazionali e internazionali, nei segmenti C&I e Utility Scale di dimensioni maggiori, dove il gruppo intende affermarsi come player di riferimento.
I numeri del settore supportano la scelta. I consumi elettrici italiani sono attesi in crescita dagli attuali 300 Twh annui ai 360 Twh del 2030. Il quadro normativo mette in campo risorse significative: il Fer X transitorio con circa 7,7 Gw già riconosciuti, il Fer X con 23 miliardi di euro per un totale complessivo stimato di circa 40 Gw, il Fer Z per impianti speciali ad alto valore aggiunto, l’Energy Release. Cresce anche il mercato dei contratti Ppa: l’Italia è seconda in Europa per volumi, con 1,8 Gw nell’ultimo anno. La clausola europea di salvaguardia sul Patto di stabilità consente inoltre al governo di destinare alle rinnovabili spese che sarebbero altrimenti vincolate.
Sul fronte delle prospettive operative, il piano triennale illustrato da Finocchiaro è preciso e ambizioso. Nel segmento fotovoltaico utility scale - cuore della strategia - Hiperia punta alla realizzazione di 120 Mwp complessivi entro il 2028, con focus su impianti agrifotovoltaici di taglia compresa tra 10 e 50 Mwp in modalità Bop (Balance of plant) o Light Epc. A questo si affianca un piano di espansione nel settore dei sistemi di accumulo energetico (Bess): l’obiettivo è realizzare 800 Mwh in modalità Bop per conto di utility e trader energetici, intercettando il boom di richieste generato dal meccanismo Macse (meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico) di Terna, che prevede un fabbisogno nazionale di 50 Gwh di accumulo entro il 2030. Il terzo pilastro è il consolidamento nel mercato delle infrastrutture di rete, con qualifica come ditta specializzata per la realizzazione di sottostazioni At/Mt. Tutto questo si riflette in una guidance finanziaria esplicita: ricavi per 24 milioni di euro nel 2026, 35 milioni nel 2027, 50 milioni nel 2028 — partendo da una base di 14,6 milioni registrata nel 2025, con un Ebitda del 13%.
Sul fronte societario, Hiperia ha annunciato l’apertura del capitale a soci strategici, con l’obiettivo di raddoppiare il fatturato entro il 2028. L’intenzione è di dialogare con soggetti con maturità finanziaria e operativa adeguata ad affrontare grandi infrastrutture energetiche, tra cui i data center. Sarebbero già pervenute prime manifestazioni di interesse. L’operazione sarà sostenuta da un aumento di capitale di un milione di euro, concepito non come immobilizzazione di asset ma come moltiplicatore finanziario. Su questo punto Finocchiaro ha offerto una lettura che va oltre la logica finanziaria: «Quando un’azienda diventa parte integrante del tessuto economico e sociale di un territorio, i suoi lavoratori, le loro famiglie, i suoi partner ne sono a tutti gli effetti co-protagonisti. Aprire il capitale non è cedere: è riconoscere quello che l’azienda è già diventata».
Il rebranding è la traduzione visibile di una scelta strategica già compiuta. Hiperia nasce per competere su scala diversa - con gli sviluppatori globali, con i produttori tier-1 di batterie, con gli hyperscaler che stanno costruendo in Italia l’infrastruttura digitale del prossimo decennio. È un nome pensato per aprirsi a nuovi mercati, nuove partnership, nuove possibilità di business, con l’ottica di valorizzare il capitale umano, che rimane l’asset principale dell’azienda. «Gruppo Altea ci ha dato tutto: la reputazione, le relazioni, la capacità tecnica. Hiperia è il passo successivo - e lo facciamo da una posizione solida».
Hiperia punta anche a consolidare un ruolo nel dibattito sulla transizione energetica. La prima edizione di Energy Mundi, svoltasi ad Acireale nel maggio 2026, ha riunito operatori, esperti e istituzioni sui temi del mix energetico e delle connessioni mediterranee. Il gruppo intende farne un appuntamento stabile, con una progressiva apertura ai Paesi del Nord Africa, nell’ottica di contribuire a fare della Sicilia un hub energetico regionale.
Hiperia si presenta al mercato come un’azienda che intende esercitare con sempre maggiore consapevolezza il proprio ruolo nell’ambito della transizione energetica, con una visione chiara delle potenzialità di sviluppo del territorio.