l'incontro
De Luca a Gela prende le distanze dal campo largo: «Autoreferenziali, se continuano così diventa un camposanto»
Solidarietà alla battaglia per la sanità e l'abbraccio con il deputato di Fratelli d'Italia che gela ogni dialogo politico col centrosinistra
«Non ho l'età per giocare con i soldatini e la playstation»: Cateno De Luca sbarca a Gela a portare solidarietà alla battaglia per la sanità della città in cui è al governo con i civici, il centrosinistra e l'Mpa, e si trova faccia a faccia con l'onorevole Nuccio Di Paola, coordinatore regionale dei Cinquestelle.
I due concordano solo su un punto: la politica sanitaria del governo Schifani fa acqua da tutte le parti. Ma sulle prospettive di alleanza per le Regionali tra i due è gelo polare. Il leader di Sud chiama Nord non ama la leadership del campo largo. «Se continuano così - dice - invece di un campo largo diventerà un camposanto». L'allusione è agli incontri del campo largo che non sono inclusivi. «Roba autoreferenziale per qualche minuscolo leader».
Insomma De Luca ha rivendicato i mancati inviti a quegli incontri mentre Di Paola sostiene che dipende da lui decidere cosa deve fare da grande. Ma De Luca dice di non avere più l'età per giocare ai soldatini. «Cateno De Luca - dice - non è catalogazione né nel centrosinistra né nel centrodestra. È l'uomo del fare, dei problemi da risolvere quelli che si vivono nelle città».
Il "sindaco dei siciliani" sembra deciso ad andare avanti nel suo progetto, apre, se invitato, alla possibilità di partecipare ad un incontro del campo largo. De Luca aggiunge che le primarie in certe condizioni le potrebbe anche fare. Ma Di Paola non si scompone. Anzi guarda con attenzione l'abbraccio tra De Luca e il deputato di Fratelli d'Italia Totò Scuvera, che è venuto appositamente per abbracciare lui, e per il pentastellato è un segno del feeling con i meloniani.
Dal gazebo di Gela i tentativi di avvicinamento dell'ago della bilancia delle Regionali sono molto rallentati. La battaglia a Risiko continua.