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Lo scontro

La beffa del nuovo ospedale promesso ed evaporato, tra il progetto fantasma e 130 milioni in fuga

L'assessore Caruso: «Non è un taglio, abbiamo solo cercato coperture alternative» ma il sindaco di Gela non ci crede e avvia la protesta

28 Luglio 2026, 12:01

15:22

Blackout ascensori all'ospedale Vittorio Emanuele di Gela: gravidanze, oncologici e anziani costretti a quattro rampe di scale

Da quattro anni nel fondo Fsc della Regione ci sono 130 milioni di euro per il nuovo ospedale del comprensorio gelese. Un tema oggetto di dibattiti e campagne elettorali. Tante parole per un argomento importante e caldo visto che l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela è quotidianamente sulle cronache per la carenza di tutto, dal personale ai mezzi e ai servizi che si tagliano invece che potenziarli. Un dibattito che ha prodotto fiumi di parole e promesse non invece il progetto, dato che alla soglia del termine ultimo per utilizzare quei fondi (la fine del 2026), proprio perché non c’è nulla né da appaltare e tanto meno da realizzare, i 130 milioni sono stati spostati dalla Regione dal fondo Fsc al fondo di rotazione statale. Operazione quest’ultima che non dà la certezza che la somma servirà ancora per il nuovo ospedale.

La reazione ai fondi tagliati per il nuovo ospedale è stata di contrapposizione e scontro tra le forze progressiste che governano Gela e il centrodestra che governa a Palermo. Accuse e polemiche. «Una beffa per Gela, l’ennesima. Non starò a guardare» - dice il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano mentre i suoi alleati del M5s annunciano per giovedì mattina un sit in davanti all’ospedale.

Ma sempre dal fronte progressista si leva la voce “controcorrente” del braccio destro di La Vardera Miguel Donegani. «A Gela il sindaco governa con l’Mpa. Hanno controllato alla Regione che il progetto gelese stesse andando avanti. Il sindaco parla o no con i suoi alleati?» L’unico deputato di centrodestra gelese, il meloniano Totò Scuvera, non si tira indietro nella difesa del diritto alla salute dei gelesi e assicura impegno perché i 130 milioni oggi nei fondi di rotazione restino a disposizione dell’ospedale gelese.

In questa girandola di post, comunicati, dichiarazioni, scontri e indignazioni, qualcuno dovrebbe trovare tempo e modo di verificare perché la Regione non si è dotata di un progetto per l’ospedale avendo i fondi e tempi per usufruirne. Quella cifra non basta? O è un progetto inserito solo come specchietto per le allodole e non si farà mai?

A stretto giro, sul tema è intervenuto l'assessore regionale alla Sanità Marcello Caruso. «Non c’è stato alcun taglio dei fondi da parte della Regione per l’Ismett 2 di Carini e il nuovo ospedale di Gela - afferma - L’amministrazione ha reperito risorse alternative poiché i tempi di realizzazione degli interventi non erano compatibili con quelli previsti dalle attuali linee di finanziamento. Non si tratta, quindi - aggiunge Caruso - di un definanziamento, bensì della proposta di sostituire la fonte di copertura, con l’obiettivo di garantire integralmente la realizzazione degli interventi ed evitare, al contempo, l’attivazione delle sanzioni previste per il mancato utilizzo delle risorse Fsc. L’Accordo di coesione, infatti, prevede scadenze che, a causa dei ritardi accumulati nella realizzazione delle due opere, non avrebbero consentito di impiegare le risorse nei tempi previsti. Per questo è stato attivato il Fondo di rotazione ex legge n. 183 del 1987, uno strumento non soggetto agli stessi vincoli temporali e caratterizzato da un orizzonte di programmazione più ampio, che consente di pianificare la spesa fino al 2034».

«Il mancato perfezionamento della donazione dei terreni da parte di Enimed - sottolinea l’assessore - ha impedito l’avvio della progettazione per il nuovo ospedale di Gela e quindi ridotto i tempi disponibili per l’affidamento dei lavori e l’avanzamento della spesa. Per quanto riguarda, invece, il rinnovo tecnologico di Ismett2, ci stiamo riallineando ai tempi di realizzazione della struttura principale, visto che le risorse della Regione serviranno per l’acquisto delle attrezzature. È comunque garantita - conclude - la realizzazione di entrambi gli investimenti attraverso fonti di finanziamento più certe. I provvedimenti saranno adottati contestualmente a quelli relativi alla nuova individuazione delle risorse». 
 Ma il sindaco non  si fida e di ritorno da Palermo annuncia la protesta. Da domani alle 9.00 trasferisce il suo ufficio davanti all'ospedale. "Resteremo lì - dice Terenziano Di Stefano - finchè non sarà firmato l'accordo sull'area del nuovo ospedale e finchè non sarà garantita la salvaguardia del finanziamento ed anche la progettazione esecutiva>. Il sindaco ha chiamato a raccolta i cittadini.