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elezioni amministrative

Sicilia, alle urne un milione per eleggere i nuovi sindaci: le sfide più interessanti, le coalizioni fluide, i personaggi

Seggi aperti oggi e domani in 71 Comuni. Una guida per capire cosa c'è in ballo, anche in ottica regionale

24 Maggio 2026, 09:23

09:30

Elezioni Ragusa

La macchina elettorale è pronta per una tornata amministrativa di grande rilevanza che vedrà chiamati al voto 929.486 elettori in 71 comuni in Sicilia (e quasi 6,3 milioni in 750 città italiane). I seggi saranno aperti ai cittadini oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15. Gli eventuali ballottaggi nei comuni in cui si vota col proporzionale si terranno domenica 7 e lunedì 8 giugno.

Tra i comuni siciliani al voto spiccano tre capoluoghi come Messina, Agrigento ed Enna. A Messina, che conta da sola ben 188.540 elettori, la tornata elettorale servirà non solo alla scelta del sindaco, ma anche a eleggere i presidenti dei consigli circoscrizionali e i rispettivi consigli delle circoscrizioni. Ad Agrigento gli elettori del capoluogo chiamati alle urne sono 51.266, mentre a Enna città si recheranno ai seggi 25.755 cittadini.

Per chi volesse capire meglio il valore del voto, La Sicilia in queste settimane ha dedicato ampio spazio alle varie sfide. Partendo dagli schieramenti ai nastri di partenza, come si sono divisi e mischiati centrodestra e centrosinistra e dove sono i confronti più interessanti. 

Abbiamo raccontato il meglio della campagna elettorale, l'intervento dei big nazionali e regionali, e il significato che alcuni risultati potrebbero avere in vista delle Regionali del prossimo anno. 

Le sfide più importanti

Messina, l'unica città metropolitana alle urne, dove Cateno De Luca balla da solo con l’uscente Federico Basile: 15 liste, 1.010 candidati. Il centrodestra dell'avvocato Marcello Scurria spera nel ballottaggio, ma resta il fantasma dei ricorsi. Antonella Russo portabandiera del campo largo senza i grandi numeri altrui.

Agrigento, forse il laboratorio politico più interessante di questa tornata elettorale, dove nel centrodestra si è riaperta una faglia interna al centrodestra che cova da tempo anche nello scacchiere regionale: da una parte Forza Italia, Mpa e Fratelli d'Italia con il candidato Dino Alonge, dall'altra Lega e Dc con Luigi Gentile. E ad approfittarne, quantomeno per provare ad arrivare al ballottaggio, è Michele Sodano, il candidato del centrosinistra unito scelto da Ismaele La Vardera, alla prima vera sfida amministrativa. 

Enna che si aggrappa all'università Kore per combattere la desertificazione in atto e dove il vecchio Mirello Crisafulli è stato scelto dai giovani del Pd locale, sconfessati però dalla segreteria nazionale che non ha concesso il simbolo al Barone rosso. Qui il perimetro delle coalizioni è diventato fluido e il centrodestra è andato a pescare il proprio candidato, Ezio De Rose, proprio nel centrosinistra. 

Marsala non è capoluogo, ma con più di 80mila abitanti, è il secondo Comune più popoloso chiamato alle urne. Anche qui un volto noto della politica regionale, l'ex deputata dell'Udc Giulia Adamo, contro cui il campo progressista ha trovato l'unità con la candidatura di un'altra donna, Andreana Patti. La sfida sarà comunque a quattro e la sensazione è che servirà il ballottaggio. 

Augusta, la città industriale, vive una sorta di referendum sull'uscente Giuseppe Di Mare, uomo di Fratelli d'Italia senza simbolo del partito per via delle spaccature siracusane, vecchie e nuove, tra i meloniani. 

Lentini al voto all'improvviso, in poche settimane ha vissuto la sfiducia al sindaco uscente Lo Faro. Corsa a tre tra coalizione corazzate con diverse quote fluide. 

I numeri

La provincia di Messina è quella con il maggior numero di comuni coinvolti, ben 17, per un totale di 287.505 elettori; in questo territorio spiccano sfide di rilievo in centri nevralgici come Barcellona Pozzo di Gotto (36.556 elettori) e Milazzo (27.497 elettori). In provincia di Palermo, 16 comuni al voto e 135.413 elettori in totale. Tra i centri palermitani di maggior peso demografico vi sono Carini (38.860 elettori), Misilmeri (25.541) e Termini Imerese (22.652).

Nel Catanese le urne si apriranno in nove comuni, coinvolgendo 101.751 elettori anche in grossi centri come Bronte, Pedara e Randazzo. Nove comuni al voto anche nell'Agrigentino (tra cui Ribera e Raffadali), mentre nella provincia di Caltanissetta e nell'Ennese i comuni al voto sono rispettivamente sette per 34.588 aventi diritto e sei per 81.264 elettori. Numeri più contenuti in termini di comuni per la provincia di Trapani, dove si vota a Campobello di Mazara, Gibellina e Marsala per 83.484 elettori complessivi, in gran parte concentrati proprio nella grande città lilibetana (68.320 elettori). Tre comuni al voto anche nel Siracusano, ovvero Augusta, Floridia e Lentini, che totalizzano 72.632 elettori. Un solo comune è interessato nel Ragusano: Ispica.

Le elezioni amministrative in Sicilia non saranno solo terreno di grandi battaglie urbane, ma riguarderanno anche realtà territoriali piccolissime, dove ogni singolo voto fa la differenza. In provincia di Palermo, ad esempio, eleggeranno il proprio sindaco in comuni montani come Scillato (appena 596 elettori), Gratteri (861 elettori) e Godrano (954 elettori). Anche in provincia di Messina si registrano sfide "formato famiglia": a Raccuja, infatti, gli aventi diritto al voto per la scelta del primo cittadino sono solamente 971.

Le sfide nazionali

In tutto il Paese gli elettori chiamati alle urne saranno circa 6,3 milioni per rinnovare le amministrazioni in quasi 750 Comuni. Si vota anche a Venezia e Reggio Calabria, fino ad arrivare a città come Lecco, Mantova, Arezzo e Salerno. In questa ottica, il campo largo del centrosinistra punta i propri fari su Venezia: espugnare la città lagunare, amministrata per 11 anni consecutivi da Luigi Brugnaro, significherebbe assestare un colpo durissimo alla Lega proprio nel cuore del Veneto. Il centrodestra, parallelamente, mira a strappare agli avversari la città di Reggio Calabria. Spiccano le divisioni interne, come la spaccatura del centrosinistra a Salerno: qui Vincenzo De Luca corre sostenuto da una coalizione anomala e dal Pd senza simbolo, mentre M5s e Alleanza Verdi Sinistra appoggiano un altro candidato. Anche il centrodestra non è immune dalle crepe, essendosi diviso sui candidati sindaco a Chieti.