Il caso
Rendiconto 2023 nel limbo: la Corte dei conti non archivia, ombre sui conti del Comune di Caltanissetta
A marzo 2026 manca ancora la delibera di regolarizzazione e l'ente non pubblica l’importo del documento. I giudici insistono con la richiesta di chiarimenti e mantengono l'istruttoria aperta sul "Fondo crediti di dubbia esigibilità" sottostimato, sui residui non attendibili e sul disavanzo da ripianare
Il Rendiconto 2023 del Comune di Caltanissetta è ancora senza una delibera di regolarizzazione da parte della Corte dei conti. Tre anni dopo l’esercizio contestato, e quasi dodici mesi dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2025, la magistratura contabile non ha chiuso volutamente l’istruttoria su uno dei documenti più delicati della finanza comunale. Anzi, ha avviato ulteriori accertamenti sugli atti depositati, preannunciando eventuali nuove contestazioni. Un’anomalia che pesa sulla credibilità anche degli attuali conti dell’ente, e che si somma a un altro elemento non secondario: l’importo complessivo del Rendiconto 2023 non risulta pubblicato sul sito comunale nelle sezioni accessibili dell’«Amministrazione trasparente», nonostante sia un atto obbligatorio per legge. Nel frattempo, il Consiglio a giugno del 2025 ha approvato un bilancio di previsione da 155 milioni di euro, ma il passato continua a bussare alla porta.
La vicenda parte dai rilievi formulati dalla Sezione di controllo per la Regione siciliana tra la fine del 2024 e l’estate del 2025, quando la Corte, con la delibera 159/2025/Prsp, ha confermato le criticità già evidenziate nella precedente istruttoria. Il Comune aveva trasmesso il questionario sul rendiconto 2023 nel novembre 2024, ma l’esame non si è concluso con un via libera: al contrario, i magistrati contabili hanno richiesto ulteriori chiarimenti e documenti integrativi, segnalando che alcune poste di bilancio non risultavano conformi ai principi contabili.
La Corte ha inoltre contestato la presenza di residui attivi non attendibili, cioè crediti che il Comune iscrive a bilancio ma che, secondo i magistrati, presentano scarse possibilità di essere riscossi. Anche in questo caso, l’effetto è quello di gonfiare artificialmente le entrate e di alterare l’equilibrio complessivo del rendiconto. Le criticità rilevate sul 2023 non si esauriscono però in quell’anno. La Corte ha chiesto all’amministrazione di dimostrare che le rettifiche richieste siano state recepite nei bilanci successivi, a partire dal 2024 e dal 2025, e che sia stato avviato correttamente il piano di ripiano del disavanzo previsto dall’articolo 188 del Testo unico degli enti locali.
È proprio questo il punto che spiega perché, a marzo 2026, il fascicolo sul 2023 risulta ancora aperto: la Corte non si limita a verificare la correttezza formale del rendiconto, ma vuole accertare che gli effetti delle irregolarità siano stati corretti negli esercizi successivi. Finché questa verifica non sarà completata, non potrà essere emessa una delibera di archiviazione. Va comunque ricordato che - sebbene la responsabilità amministrativo-contabile (danno erariale) sia personale e colpisca gli amministratori e i funzionari in carica al momento del fatto (con dolo o colpa grave), quindi nel 2023 - le conseguenze contabili del rendiconto errato o irregolare si trasferiscono in continuità sull'ente e, di conseguenza, sulla nuova amministrazione.
In pratica il rimpallo avviene tra il consiglio comunale in carica fino ai primi mesi del 2024 con l’amministrazione Gambino, e il successivo insediatosi a giugno dello stesso anno con la giunta Tesauro. Ma è ancora più inspiegabile come la Regione, in questi anni, non abbia mai nominato un commissario per procedere all’approvazione del Rendiconto mancante.
Nel frattempo, la Sezione di controllo ha continuato a deliberare su altri enti della provincia di Caltanissetta fino al 4 marzo 2026, ma nessun atto riguarda la chiusura dell’istruttoria sul Comune capoluogo. L’assenza di una delibera conclusiva non è un dettaglio tecnico: significa che la situazione finanziaria dell’ente resta sotto osservazione e che la Corte potrebbe imporre misure correttive qualora le risposte fornite non fossero ritenute sufficienti. In un contesto in cui il Comune ha approvato due bilanci consecutivi con un rendiconto ancora sub iudice, la vicenda esaminata dai giudici assume sicuramente un rilievo politico e amministrativo che va oltre la contabilità.