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Fuorionda di La Russa al Senato: "Come si chiama quel coglione?". La Vardera: «Vergognoso»

Il presidente del Senato ha apostrofato il senatore del Pd Nicita suscitando una serie di reazioni

11 Marzo 2026, 18:16

22:33

Ignazio La Russa, presidente del Senato

Ignazio La Russa, presidente del Senato

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Un fuorionda del presidente del Senato, Ignazio La Russa, registrato durante la seduta del 5 marzo a Palazzo Madama, accende la polemica politica. Nel corso del dibattito sulla richiesta di sostegno dei Paesi del Golfo colpiti dalle rappresaglie iraniane, La Russa, al banco della Presidenza, si rivolge ai collaboratori e domanda: “Come si chiama quel coglione che continua a urlare?”. La risposta identifica il senatore del Partito democratico Antonio Nicita. Poco dopo, rivolgendosi in Aula allo stesso Nicita, il presidente aggiunge: “Abbiamo apprezzato il suo intervento”. Quindi, a seguito di un probabile ringraziamento, prosegue con “Prego” e “Gentilissimo, proprio”.

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Dopo la diffusione delle immagini, Nicita interviene con una nota: “Ho appreso che il presidente La Russa nella giornata di giovedì scorso si è rivolto al segretario generale, a microfoni spenti all’Aula ma non alle tv, appellandomi con un termine volgare. Si tratta di un fatto molto grave che evidenzia mancanza totale di rispetto istituzionale e inidoneità al ruolo – afferma Nicita, vicepresidente del gruppo del Pd –. Talmente grave che il regolamento non prevede casi di tutela dei parlamentari per offese dirette a membri del Parlamento”.

E ancora: “Il fatto che il microfono fosse spento è un aggravante, non solo perché non ho potuto difendermi in quel momento, ma anche perché ciò evidenzia semmai la consuetudine di un linguaggio non idoneo al ruolo e all’istituzione. Al segretario generale va la mia solidarietà per essere stato costretto a condividere quel linguaggio. Il tema non sono, infatti, le scuse personali, che non chiedo. Perché in questa istituzione sono stato offeso come senatore e l’offesa ha riguardato il Senato tutto, ciò che ciascuno di noi rappresenta e ciò che lo stesso Presidente dell’istituzione rappresenta. O almeno dovrebbe rappresentare. La tutela non può dunque che essere richiesta fuori dall’Aula”.

Conclude con un interrogativo: “Che esempio diamo alle scolaresche che vengono in Senato ad assistere ai nostri lavori? Forse l’idea che il potere conferisce a chi lo esercita il bullismo e l’impunità di offendere la dignità altrui? Come possono restare credibili le istituzioni democratiche se in Aula avvengono fatti così gravi da parte del presidente?”.

Sulla vicenda interviene anche Sergio Lima, responsabile organizzativo del Partito democratico della Sicilia e componente della direzione nazionale Dem: “L’insulto volgare reso ancora più grave poiché proferito dallo scranno della presidenza, di chi dovrebbe rappresentare la seconda carica dello Stato, e rivolto al nostro senatore Antonio Nicita è più che inqualificabile. È un atto osceno poiché, oltre ad insultare Nicita, a cui il Pd siciliano conferma stima e rivolge totale solidarietà, offende l’intero Senato, il Parlamento e la democrazia stessa. Presidente La Russa, anche noi abbiamo apprezzato il suo intervento che svela, ancora una volta, la vera natura di questa destra intollerante alle critiche, violenta ed aggressiva nel linguaggio e disabituata al dibattito democratico”.

Dura la presa di posizione anche di Ismaele La Vardera, deputato regionale siciliano e leader di Controcorrente: “Un commento vergognoso da parte del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che dovrebbe sapere che queste parole le può usare al massimo a casa sua. Sono vicino a Nicita e a tutto il Senato, perché il presidente ha mancato di rispetto a tutta l’istituzione. Non mi stupisce che poi il centrodestra ha atteggiamenti arroganti e quel senso di impunità, se poi uno dei maggiori esponenti fa uscite come questa. Ancora una volta, un siciliano che mette in imbarazzo un’intera Isola. La Russa dovrebbe solo vergognarsi”.

Il presidente La Russa ha poi cercato il senatore Nicita senza trovarlo e ha quindi parlato con il capogruppo Dem Francesco Boccia, in attesa di poter parlare direttamente con il senatore. Lo ha spiegato Emiliano Arrigo, il portavoce del presidente del Senato, conversando con i giornalisti, e chiarendo che La Russa ha presentato le sue scuse e si è detto dispiaciuto.

Non si ricorda l’elemento specifico - continua Arrigo - e nemmeno se gli epiteti erano rivolti a Nicita. In ogni caso, gli chiede scusa se così sono state interpretate le sue parole.

Il portavoce prosegue sottolineando come la frase pronunciata dal presidente era un borbottio rivolto a se stesso intercettato da un microfono. Con Nicita c'è sempre stato un ottimo rapporto, un senatore siciliano con cui ha anche amicizie in comune, conclude.