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Il governatore

Giunta, Schifani avvia le "consultazioni": "Nel pomeriggio incontro con la Dc, ma chi la rappresenta? Rimpasto prima possibile"

Il presidente della Regione ha annunciato anche un confronto col commissario regionale di Fdi, Luca Sbardella: "Non ho preclusioni sugli assessori. Politici o tecnici? Devono essere bravi"

Accursio Sabella

13 Gennaio 2026, 12:47

17:26

++ Schifani, aumenti Ita dopo protesta, Sicilia è serie B ++

Renato Schifani in occasione del forum nella sede di Ansa Sicilia, Palermo, 29 agosto 2022. ANSA / IGOR PETYX

“Pronto a incontrare i deputati della Dc. Ma chi rappresenta, oggi, la Dc?”. È questo il senso delle dichiarazioni del presidente della Regione Renato Schifani che ha annunciato l'incontro di questo pomeriggio con i parlamentari regionali del partito e anche novità sul fronte rimpasto: “Voglio chiudere la vicenda nel più breve tempo possibile”.

Il confronto con la Dc è stato richiesto dagli stessi parlamentari e dal segretario regionale Stefano Cirillo al termine di un vertice che si è svolto ieri nella sede del partito. Al centro delle aspettative democristiane, ovviamente, anche il rientro nella giunta di Schifani dalla quale sono stati estromessi Andrea Messina e Nuccia Albano, dopo lo scoppio dell'inchiesta che ha portato ai domiciliari, tra gli altri, l'ex leader Totò Cuffaro.

Ma alle aspettative dei parlamentari Dc, oggi Schifani ha risposto scegliendo la strada della cautela. Ascolterà, sì, le richieste e le esigenze, ma ha anche sottolineato i dubbi sulla situazione caotica all'interno del partito. Un partito che ha avviato il processo di successione a Cuffaro tra liti, faide interne e persino una sospensione al segretario regionale Cirillo arrivata per mano del vicesegretario nazionale Gianpiero Samorì.

Incontrerò nel pomeriggio – ha detto, appunto, Schifani – nella sede della Dc, i deputati. Cercherò di capire chi sarà l'interlocutore. Vorrei comprendere, infatti, con quale partito discuto, anche rispetto alla mia interlocuzione politica, non parlamentare. La situazione – ha aggiunto – è un po' complessa. È doveroso però prima ascoltare e poi pronunciarsi. Hanno chiesto un incontro e io ho sempre manifestato loro la mia lealtà”. Insomma, Schifani ci sarà. Ma chiede chiarezza su chi rappresenti realmente il partito in Sicilia. Cioè la forza politica che dovrà prendere parte a vertici di maggioranza, concordare l'azione di governo, discutere dei provvedimenti dell'esecutivo.

Cercherò di capirne di più - ha proseguito Schifani - La Dc è stata decapitata nei suoi vertici per la vicenda che ha colpito Totò Cuffaro, quindi non c'è una presidenza e c'è anche un segretario regionale, che io stimo, che però risulta sospeso. C'è una situazione che definiremo”. Il faccia a faccia tra poche ore.

Un confronto che potrebbe diventare decisivo proprio nell'ottica del rimpasto. Un capitolo che il presidente della Regione fa intendere di volere chiudere presto: “A me – ha detto – interessa un’azione di governo organica, il mio modo di operare sarà questo, obbedendo a esigenze di alcuni partiti, non escludendo il mio. Non sarà preclusivo, ma non dimentichiamo che gli assessori tecnici stanno per il momento lavorando e non è giusto che si senta parlare della loro sostituzione. La politica obbedisce talvolta a esigenze interne ed equilibri”.

Entrando nel dettaglio dei possibili movimenti, Schifani ha ricordato che “ci sono due posti vacanti legati all’estromissione da parte mia dei componenti della Dc, che non vedo l’ora di ricoprire con assessori che si possano occupare del lavoro a tempo pieno”. Il governatore ha poi annunciato un incontro con il commissario regionale di Fratelli d'Italia, Luca Sbardella “per ascoltare anche le loro esigenze e situazioni interne. È giusto che ci sia un’armonia complessiva della maggioranza per arrivare a una nuova giunta, con cambiamenti dovuti a motivazioni di vario genere”. E come detto, Schifani vuole archiviare la pratica del rimpasto nel più breve tempo possibile: “Politicamente – ha detto – il mio interesse è quello di chiudere la vicenda al più presto, misurandomi però con le esigenze degli alleati essendo io in prima persona espressione di una coalizione. Il tutto in un lasso di tempo accettabile, senza far durare questo tema per quattro o cinque mesi”, sottolinea. Poi, puntualizza: “Sul rimpasto non ho preclusioni, gli assessori possono essere tecnici o politici ma l'importante è che siano bravi. Io sono sempre stato per il primato della politica rispetto a quello tecnico, perché dimostrare di essere all’altezza della situazione è fonte di serenità e soddisfazione. Il tutto però – ha concluso – sarà fatto con il massimo dell’equilibrio e della concertazione con gli alleati”.