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Alleanze

Centrodestra compatto all'Independence Day di Villa Taverna: "Amicizia Italia-Usa più forte di ogni polemica"

La Russa, Salvini e Tajani ribadiscono la solida alleanza con gli Stati Uniti: amicizia italo‑americana, solidarietà transatlantica, cooperazione militare e export in crescita

02 Luglio 2026, 21:42

21:55

Centrodestra compatto all'Independence Day a Villa Taverna: "Amicizia Italia-Usa più forte di ogni polemica"

Franchezza. Rispetto. Pari dignità. Difesa dell’interesse nazionale. Si declinano soprattutto attraverso questi principi le dichiarazioni di amicizia che il governo ha esplicitato partecipando in massa al tradizionale ricevimento dell'ambasciata americana per il Giorno dell'Indipendenza. Non c'era Giorgia Meloni, ma erano decisamente allineati al suo pensiero i discorsi sul palco dei suoi vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, nonché a quello del presidente del Senato Ignazio La Russa, in cui non sono mancati impliciti riferimenti alle tensioni di queste settimane tra Donald Trump e la premier. A cui invece non ha fatto cenno il padrone di casa, l'ambasciatore Tilman J. Fertitta: «L'Italia - ha spiegato - è un partner fidato e un'amica degli Stati Uniti, e i nostri legami si rafforzano ogni giorno». Anzi, ha aggiunto, «direi che i rapporti sono tra i migliori che abbia mai visto da quando sono qui»

Tra le migliaia di ospiti a Villa Taverna, oltre al nuovo presidente della Figc Giovanni Malagò, a imprenditori italiani e americani, c'è molta politica. Lunga la lista dei ministri, da Francesco Lollobrigida a Guido Crosetto, passando per Giancarlo Giorgetti. Diversi esponenti di tutti i partiti di maggioranza, FdI, Lega e Forza Italia e Maurizio Lupi guida la delegazione di Nm. Matteo Renzi è l’unico leader di opposizione. Ci sono i dem Francesco Boccia e Lorenzo Guerini, non vengono avvistati esponenti di Avs e M5s. C'è Laura Ravetto, di Futuro nazionale, e assicura che «il generale Vannacci era invitatissimo ma è impegnato a Bruxelles». Ci sono anche l’ex ministro dell'Interno Marco Minniti, Rocco Casalino con la mamma e il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.

Come ogni anno si prende la scena il suggestivo sorvolo degli elicotteri americani e il profumo di hamburger e patatine dilaga rapidamente. Ma il clima è diverso e non può essere altrimenti dopo gli scontri di queste settimane sull'asse Washington-Roma. Così, appena arriva, La Russa ne approfitta per ricordare che «il ponte politico con gli Stati Uniti l'Italia lo terrà sempre vivo», ma puntualizzando ad esempio che sulle spese militari «sia corretto che ci si interroghi su qual è il livello con cui dobbiamo giustamente concorrere» e «quali sono poi le voci di questa nostra possibilità di concorrere lo possiamo decidere anche noi, non solo noi ma anche noi». E poi dal palco rimarca «la pari dignità» e «la reciproca volontà dei governi di fare prima di tutto l'interesse della propria nazione», una visione che «accomuna i nostri governi».

Tajani esordisce sul palco in inglese, poi procede in italiano per assicurare che «l'amicizia tra Italia e Stati Uniti è più forte di ogni polemica». Va oltre i rapporti personali, oltre le fasi più o meno dialettiche, ed è sempre stata contraddistinta dalla consapevolezza di una forte e necessaria solidarietà transatlantica. E, come spesso ha fatto Meloni, chiarisce che «essere alleati non significa essere sempre d’accordo su tutto» e «quando emergono sensibilità diverse, l'importante è parlarsi come si fa tra amici, con franchezza. Rispettarsi sempre».

«Nessuno potrà mai mettere in discussione l'amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti», gli fa eco l'altro vicepremier, Salvini, descrivendo la presenza a Villa Taverna come «una scelta di campo». Facile per il leader leghista, come quella di tifare gli Usa al Mondiale contro il Belgio: «Tra Washington e Bruxelles lascio a voi immaginare per chi batterà il mio cuore...». Ed è anche l'occasione per rilanciare sul Ponte sullo Stretto: «Conto entro quest'anno che partano i cantieri, che vedono una partnership italoamericana su una delle più grandi infrastrutture che l'Italia può donare all'Occidente».

In platea c'è anche Renzi. «Meloni ha profondamente sbagliato a immaginarsi come ponte con Trump, perché il suo rapporto personale con Trump non ha funzionato. Come del resto è abbastanza difficile che funzionasse con chiunque» - la tesi dell'ex premier -. «Non lo ammette ma sa perfettamente di avere totalmente ciccato la posizione sulla politica estera».