IL ROGO
Strage di Crans-Montana, sugli italiani dispersi e in ospedale numeri che cambiano continuamente: «E' difficile identificare le vittime»
L'appello di Tajani ai parenti: «Segnalate subito i nominativi e ogni informazione utile all’Unità di Crisi o alle sedi diplomatico-consolari italiane in Svizzera»
Con il passare delle ore, il bilancio della strage di Crans Montana è andato via via crescendo. Nel momento in cui scriviamo, davanti a noi numeri da incubo: almeno 47 vittime e 115 feriti, molti in condizioni critiche. La Svizzera proclama cinque giorni di lutto, la polizia cantonale vallesana esclude da subito la pista dell’attentato e parla di un incendio non doloso, forse innescato da candele e scintille a pochi centimetri da un soffitto combustibile.
In Italia scatta la macchina dell’assistenza ai connazionali: la Farnesina attiva l’Unità di Crisi, invia personale consolare sul posto, contatta ospedali e autorità elvetiche. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani parla in TV, aggiorna, chiede collaborazione alle famiglie: “Se avete un parente di cui non avete notizie, contattate subito l’Unità di Crisi, l’Ambasciata d’Italia a Berna o il Consolato generale a Ginevra”. Nelle stesse ore, tra le dichiarazioni e i riscontri sanitari, emerge il dato che più pesa: ci sono italiani dispersi e italiani in ospedale. I numeri oscillano con gli aggiornamenti — inizialmente 19 dispersi e una dozzina di ricoverati secondo Tajani, poi 16 dispersi e 12-13 italiani negli ospedali — ma il punto è la massima urgenza di segnalare ogni informazione utile per le identificazioni.
Gli italiani coinvolti: dispersi, ricoveri, trasferimenti
Sul coinvolgimento di connazionali, le informazioni ufficiali sono aggiornate a più riprese nel corso del 1° gennaio 2026. In un primo passaggio televisivo, il ministro Antonio Tajani riferisce di 19 italiani dispersi e “una dozzina” di italiani in ospedale, invitando le famiglie a mettersi in contatto con le strutture italiane di assistenza. Nel pomeriggio/sera, gli aggiornamenti riportati da fonti istituzionali e agenzie convergono su 16 italiani dispersi e 12-13 ricoverati in vari ospedali svizzeri, con alcuni trasferimenti anche in Italia (tra cui il Niguarda di Milano) per il trattamento di ustioni e complicanze respiratorie.
Non è un dettaglio: in queste situazioni, tra liste parziali, identità non confermate, trasferimenti intraospedalieri e omocodie, ogni segnalazione corretta può colmare una lacuna e accorciare i tempi. Da qui l’insistenza di Tajani e della Farnesina sull’appello alle famiglie.
Secondo gli ultimissimi controlli, sono almeno sei gli italiani che risultano ancora dispersi, anche se non è stata ancora diffusa una lista ufficiale dei dispersi. Tra loro, secondo quanto ha riferito la madre Carla Masiello che ha rivolto un appello attraverso i media, figura Giovanni Tamburi, 16 anni. Il ragazzo era in vacanza con il padre a Crans-Montana e risulta irraggiungibile. Non si hanno notizie nemmeno di Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova e da qualche anno residente a Dubai con la famiglia.
Nel frattempo alcuni media italiani hanno segnalato che risultano dispersi anche i 16enni milanesi Riccardo Minghetti e Chiara Costanzo. Tra gli altri ragazzi che non si trovano ci sono altri due minorenni: Achille Osvaldo Giovanni Barosi e Giuliano Biasini.
"Purtroppo è difficilissimo identificare le vittime perché sono carbonizzate, ci vorranno settimane per comprendere di chi si tratta", ha detto Tajani. L’Italia è pronta a inviare in Svizzera "propri esperti per l’identificazione" delle vittime. "E' difficile identificare anche i feriti. Se sono in terapia intensiva, sono sedati e non hanno documenti è complicato accertare difficile identificare chi siano", ha sottolineato. "Ho parlato con il padre di Chiara Costanzo - aggiunge -. Risulta dispersa, ma potrebbe essere tra i feriti non identificati".
L’appello di Tajani: cosa fare subito e come contattare i riferimenti giusti
“Se avete parenti di cui non avete notizie, segnalate subito i nominativi e ogni informazione utile all’Unità di Crisi o alle sedi diplomatico-consolari italiane in Svizzera”: è la richiesta, chiara, del ministro Antonio Tajani. L’obiettivo è incrociare i dati tra liste ospedaliere, segnalazioni spontanee e riscontri delle autorità elvetiche per ridurre il numero dei dispersi e aggiornare lo stato clinico dei feriti.
Ecco i referenti istituzionali indicati e attivi:
- Unità di Crisi – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: numero H24 +39 06 36225; email: . Struttura operativa dedicata all’assistenza ai connazionali all’estero in situazioni di emergenza.
- Ambasciata d’Italia a Berna: canali di contatto ordinari e numero di emergenza attivo per i cantoni di Berna, Friburgo e Neuchâtel; la sede sta operando in coordinamento con la polizia cantonale e con l’Unità di Crisi.
- Consolato Generale d’Italia a Ginevra: riferimento per la Svizzera romanda, in costante collegamento con ospedali e autorità locali.
- Punto di raccolta per i parenti allestito dalle autorità svizzere a Crans-Montana e helpline della polizia vallesana dedicata ai familiari.
Per chi chiama dall’Italia o è già in Svizzera, la priorità è fornire con precisione:
- Nome, cognome, data di nascita della persona cercata.
- Ultimo contatto utile (ora, luogo, compagnia).
- Segni particolari, documenti, recapiti locali, eventuali strutture sanitarie contattate.
- Consenso al trattamento dei dati per agevolare il cross-check con le autorità svizzere.
In parallelo, è utile consultare i canali “Viaggiare Sicuri” e “Dove siamo nel mondo” della Farnesina, soprattutto per chi ha parenti in vacanza all’estero: registrare l’itinerario facilita la rintracciabilità in casi d’emergenza.
Informazioni pratiche per le famiglie italiane
- Segnalare subito all’Unità di Crisi i nomi dei possibili dispersi, con ogni dettaglio utile (documenti, età, foto, ultimo contatto).
- Tenere a portata numero/i di telefono attivo, email e un recapito sul posto.
- Annotare gli ospedali già contattati e l’esito delle chiamate.
- Evitare duplicazioni di segnalazioni: meglio una richiesta completa che molte frammentarie.
- Affidarsi ai canali istituzionali e diffidare di elenchi non verificati che circolano sui social.
Nelle prossime ore, è plausibile che il quadro evolva ancora: il conteggio dei feriti gravemente ustionati, l’esito delle identificazioni e le verifiche in corso su chi risulta disperso potrebbero modificare i numeri. La Farnesina e le autorità elvetiche pubblicheranno aggiornamenti progressivi: la trasparenza dei dati e la circolarità delle informazioni rimangono, in questa fase, l’unica via per restituire certezze a chi aspetta una telefonata che non arriva.
In fondo, la fotografia più potente di questa tragedia non è quella delle fiamme, ma quella del dopo: i fiori sulla neve, le code al centro di accoglienza, le persone in fila con un nome scritto su un foglio, la richiesta di saperne di più. E un appello, ripetuto, a voce alta: “Segnalate. Subito.”
