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LE MOSSE DI BRUXELLES

Ue, arriva la flessibilità sull'energia: dentro anche auto elettriche e pompe di calore

Venerdì la nota della Commissione al Comitato economico e finanziario. Deroghe al Patto di stabilità fino allo 0,6% del Pil nel triennio 2026-2028. L'Italia tra i Paesi che si sono battuti per l'estensione

02 Luglio 2026, 19:24

19:30

Ue, arriva la flessibilità sull'energia: dentro anche auto elettriche e pompe di calore

La nuova flessibilità Ue sull'energia entra nel vivo e riapre, insieme, le frizioni politiche sulle deroghe al Patto di stabilità. Nella clausola di salvaguardia nazionale "allargata" sarebbero ammesse misure per incentivare le auto elettriche e sostenere l'acquisto di pompe di calore, secondo quanto avrebbe appreso l'Ansa da fonti di Bruxelles.

Una nota preparata dalla Commissione europea sull'estensione della flessibilità — in origine destinata ai soli investimenti nella difesa — sarà venerdì sul tavolo del Comitato economico e finanziario, l'organismo consultivo composto dai tecnici senior dei ministeri dell'Economia dei Ventisette. Con il passaggio al Comitato le nuove deroghe diventerebbero di fatto operative, dal momento che non sarebbe necessario un nuovo passaggio al Consiglio Ecofin, dopo l'ok già dato in avvio alle deroghe per la difesa.

Per Bruxelles la nuova flessibilità resterebbe comunque limitata e mirata. La cornice iniziale per la difesa prevedeva investimenti fino all'1,5% del Pil in quattro anni, tra il 2025 e il 2028. La deroga sul Patto significa, in parole povere, che queste spese non vengono conteggiate sul deficit pubblico al momento delle pagelle Ue sui conti statali. Sulla stessa quota iniziale sarebbero ammesse per l'energia — e dunque non conteggiate nelle soglie limite sul disavanzo — spese fino allo 0,3% del Pil l'anno nel 2026 (non precedenti a febbraio, in relazione allo shock energetico legato alla chiusura dello stretto di Hormuz), nel 2027 e nel 2028, con un tetto complessivo dello 0,6% nel triennio. Per l'Italia, che si sarebbe battuta in prima linea per l'estensione, il dossier rappresenterebbe uno dei principali margini di manovra ottenuti nel nuovo quadro fiscale.

Nella nota della Commissione le misure ammissibili sarebbero indicate "genericamente", secondo quanto trapela. Il passaggio decisivo arriverebbe più avanti: saranno gli Stati, al momento della richiesta di attivazione, a dover indicare nel dettaglio le misure che intendono finanziare, con un elenco che non sarebbe comunque vincolante. Le prime domande di attivazione della clausola sono attese a settembre, con le prime autorizzazioni del Consiglio previste a ottobre.

Tra i Paesi più attenti alla disciplina di bilancio resta però cautela. L'Irlanda, alla presidenza di turno dell'Ue, ha fatto sentire la propria voce: da Dublino il ministro delle Finanze Simon Harris ha avvertito che le clausole di salvaguardia nazionale andrebbero usate «con cautela», pur riconoscendo che diversi Stati si troverebbero sotto «legittima pressione» sul fronte energetico.

L'estensione della clausola punterebbe, nelle intenzioni di Bruxelles, a rafforzare la resilienza energetica e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Esclusi da subito, invece, sussidi generalizzati o tagli alle accise. La presenza delle auto elettriche tra le misure ammesse resta comunque molto rilevante sul piano politico, qualora si confermasse: sia per l'impatto sui consumatori, sia sul fronte occupazionale, in un comparto già sotto forte pressione. Il passaggio al Comitato economico e finanziario, da quanto trapela, non si preannuncia particolarmente teso, restando prevedibile il malumore dei Paesi frugali per ogni aumento di spesa, e quello di Baltici e fronte orientale per ogni euro sottratto alle spese per la difesa.