l'indagine
Mussomeli: occupano il domicilio di un messicano per spacciarvi droga e lo rapinano
Quattro persone erano diventate l'incubo di chi ha voluto investire nel Vallone
Doveva essere l'inizio di una nuova vita nel cuore della Sicilia, attratto dalla celebre iniziativa del "Progetto casa a 1 euro" che ha portato riflettori e acquirenti da ogni angolo del mondo nel borgo di Mussomeli. Per un cittadino di origini messicane, invece, il sogno si è trasformato in un incubo ad occhi aperti tra le mura della propria abitazione del centro storico. La sua casa è stata trasformata a sua insaputa in una centrale dello spaccio e, al suo fermo rifiuto di piegarsi ai soprusi dei criminali, l'uomo è stato minacciato con un coltello puntato contro e rapinato del proprio denaro. L'allarmante spaccato di violenza ed estorsione è stato smantellato dai Carabinieri della Stazione di Mussomeli, che hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Procura della Repubblica. I provvedimenti colpiscono quattro persone ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata in abitazione, lesioni personali, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti. Per tre degli indagati si sono spalancate le porte del carcere di Caltanissetta, mentre il quarto è stato sottoposto agli arresti domiciliari con il monitoraggio del braccialetto elettronico.
Il racket dei debiti di droga e il blitz della banda nelle abitazioni del borgo
L'attività investigativa dell'Arma non ha svelato soltanto l'aggressione ai danni dell'acquirente straniero, ma ha ricostruito un capillare sistema di intimidazioni ed estorsioni che stringeva d'assedio diversi cittadini del posto. L'indagine è scattata proprio a seguito della denuncia di un residente di Mussomeli, pestato violentemente da tre componenti del gruppo per essersi rifiutato di saldare un presunto debito contracted dal figlio. Appena una settimana dopo, la brutalità del branco si è abbattuta sullo stesso giovane, fermato per strada, aggredito fisicamente e derubato del borsello e dello smartphone per costringerlo a cedere al ricatto.
Negli stessi giorni di escalation criminale, la banda ha preso di mira l'immobile acquistato dal cittadino messicano. Dopo essersi introdotti nell'abitazione, due degli indagati hanno allestito sul tavolo del laboratorio casalingo il confezionamento delle dosi di stupefacente pronte per la vendita. Quando il proprietario si è opposto alla cessione della droga e alla presenza dei due nell'immobile, l'aggressione è scattata immediata: sotto la minaccia delle lame di un coltello e di una violenta sequenza di percosse, la vittima è stata costretta a consegnare tutti i contanti in suo possesso. Decisive per incastrare la banda e ricostruire ogni fase dell'inchiesta sono state le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza della zona, affiancate dalle individuazioni fotografiche effettuate dai militari sotto la direzione della Procura nissena.