l'inchiesta
Inchiesta mazzette e spettacoli a Caltanissetta: la Procura chiede il rinvio a giudizio per cinque indagati
Nuovo capitolo giudiziario per gli "Accordi silenti" che avrebbe intrecciato l'ex deputato di Forza Italia Mancuso
Svolta giudiziaria nell'inchiesta coordinata dalla Procura di Caltanissetta sulle presunte tangenti legate all'erogazione di contributi pubblici della Regione Siciliana per l'organizzazione di eventi e spettacoli. I magistrati hanno avanzato formale richiesta di rinvio a giudizio per cinque indagati, per i quali è stata fissata l'udienza preliminare a metà novembre davanti al Gup Gigi Omar Modica. L'udienza rappresenta il secondo filone dell'indagine principale che ha già travolto l'ex deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso e il suo fidato collaboratore Lorenzo Tricoli, attualmente già a processo con il rito immediato custodiale.
Il provvedimento della Procura chiama in causa la rete di contatti e familiari vicina a Tricoli. A comparire davanti al giudice a novembre saranno Enzo Trapanese ed Emanuela Trapanese (nipoti di Tricoli), insieme a Carlo Rizioli (marito di Emanuela), tutti al vertice dell'associazione sportiva dilettantistica e culturale "Asd Genteemergente". Insieme a loro figura Giovanni Ferraro, socio della "Tecno 3 servizi & finanza" e presidente del Cda della "Tecno 3 consulting", società che secondo l'ipotesi accusatoria facevano capo allo stesso Tricoli. L'accusa mossa nei loro confronti è di corruzione. Completa il quadro delle richieste di rinvio a giudizio l'imprenditore Eugenio Bonaffini, socio nell'associazione Genteemergente, accusato di truffa ai danni della Regione Siciliana per aver presuntamente emesso fatture relative a prestazioni fantasma.
Al centro della complessa attività investigativa figurano i finanziamenti regionali destinati all'associazione "Genteemergente", ammontanti a circa 98 mila euro, concessi per la realizzazione di manifestazioni e spettacoli nell'area nissena.
Secondo la ricostruzione dei pm, l'erogazione del contributo pubblico sarebbe stata favorita dall'intervento diretto dell'allora parlamentare regionale Michele Mancuso. In cambio del proprio interessamento per sbloccare i fondi, l'ex deputato avrebbe intascato una mazzetta pari a 12 mila euro, con Lorenzo Tricoli nel ruolo di intermediario e corruttore principale. Sarà ora la valutazione del Gup a stabilire se gli elementi raccolti dalla Procura giustifichino il passaggio al dibattimento per tutti gli indagati.
