infrastrutture
Caltanissetta, nel far west delle autobotti il caso arriva ad Arera e Antitrust: «L’acqua è un bene primario»
L'emergenza idrica gestita con autobotti private, Federconsumatori chiede verifiche su prezzi, qualità e diritti
La persistente crisi idrica che da anni affligge molte aree della Sicilia e del Mezzogiorno non può legittimare il passaggio da una gestione pubblica regolata e controllata del bene comune acqua a un sistema parallelo, privato e di fatto incontrollabile. Il ricorso massiccio alle autocisterne, oltre a sollevare legittimi interrogativi sulla qualità dell’acqua distribuita, rischia inoltre di configurare violazioni della normativa nazionale ed europea in materia di concorrenza e trasparenza del mercato. Partendo da queste premesse, Federconsumatori ha sottoposto ad Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e all’Agcm (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) la situazione dell’approvvigionamento idrico nel quartiere residenziale di Gibil Gabib, nel territorio comunale di Caltanissetta.
Federconsumatori Sicilia e Federconsumatori Caltanissetta hanno presentato una segnalazione congiunta alle due Autorità, raccogliendo le istanze dei residenti, per chiedere verifiche sul servizio idrico locale e sulle condizioni di fornitura tramite autobotti. Da anni, infatti, numerose famiglie non raggiunte dall’acquedotto principale sono costrette a rifornirsi da operatori privati, con costi lievitati nel tempo fino a livelli ritenuti non più sostenibili. Nel caso specifico il disservizio è di natura tecnica e non direttamente legato alla scarsità di precipitazioni; tuttavia gli effetti coincidono con quelli dei periodi siccitosi: i cittadini sono obbligati a comprare acqua da soggetti privati a prezzi da questi ultimi determinati. La questione è stata più volte discussa anche in sede istituzionale.
Nell’ottobre 2025 il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno per ripristinare il servizio sostitutivo di rifornimento idrico tramite autobotte; la successiva deliberazione n. 44 del 2026 ha però preso atto della mancata attuazione del provvedimento. A oggi, dunque, non è stata individuata una soluzione definitiva. Con la segnalazione, Federconsumatori chiede ad ARERA di verificare l’assetto attuale del servizio rispetto agli obblighi di continuità, accessibilità e qualità del Servizio Idrico Integrato, nonché alla pianificazione degli interventi necessari; all’Agcm domanda di valutare i possibili profili concorrenziali del mercato locale delle autocisterne e le condizioni economiche applicate agli utenti.
“L’acqua è un bene primario e riteniamo fondamentale che per i residenti di Gibil Gabib venga individuata una soluzione concreta, con tempi certi per la sua realizzazione – afferma Michele Scarlata, presidente di Federconsumatori Caltanissetta Aps – Federconsumatori è da anni attiva sul territorio nisseno sulle problematiche legate al servizio idrico e alla tutela dei consumatori. Con questa segnalazione abbiamo ritenuto utile portare la situazione all’attenzione delle Autorità competenti, affinché possano essere effettuate le necessarie verifiche e individuate, nell’ambito delle rispettive competenze, le possibili soluzioni”.
L’obiettivo indicato dalle associazioni è giungere a un approvvigionamento stabile, economicamente sostenibile e non discriminatorio, superando una condizione che coinvolge numerosi cittadini e nuclei familiari del quartiere. “La questione – aggiunge il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – va ben oltre i confini nisseni: ogni volta che un Sistema Idrico Integrato va in crisi, per motivi tecnici o ambientali, c’è sempre un sistema parallelo, privato e quasi del tutto incontrollato, pronto a subentrare con prezzi, metodi e regole tutti suoi. È ora – conclude La Rosa – di fare chiarezza su queste dinamiche che, a nostro avviso, danneggiano i consumatori e creano disparità inaccettabili”.