L'inchiesta
Operazione "Scacco": revocato l'obbligo di dimora per l'ex sindaco di Sommatino
Il Riesame annulla la misura, ma restano i filoni su presunte estorsioni alla Sagra dell'Agricoltura e una tangente
Revocato l’obbligo di dimora per l’ex sindaco di Sommatino, Salvatore Letizia, coinvolto nell’inchiesta anticorruzione “Scacco”. Lo ha stabilito il Tribunale del riesame, presieduto da Gabriella Natale, accogliendo l’appello presentato dai legali Vincenzo Vitello e Adriana Vella. Il percorso delle misure cautelari a carico dell’ex primo cittadino è stato tutt’altro che lineare. Il 7 luglio scorso, giorno del blitz dei carabinieri, Letizia era finito ai domiciliari, nonostante la procura avesse richiesto la custodia in carcere. Il gip optò per i domiciliari ritenendo che l’indagato disponesse ancora di venti giorni per ritirare le proprie dimissioni, evenienza che, secondo la difesa, non sarebbe stata praticabile.
In seguito, il Riesame aveva sostituito i domiciliari con l’obbligo di dimora, in attesa dell’insediamento del commissario straordinario al Comune. Ora anche tale misura è stata annullata. Resta pendente in Cassazione il ricorso proposto dai difensori in merito ai gravi indizi di colpevolezza contestati a Letizia, sui quali la Suprema Corte non si è ancora pronunciata. All’ex sindaco viene contestata la concussione per le presunte richieste estorsive ai commercianti della “Sagra dell’Agricoltura”, che, secondo l’accusa, sarebbero state camuffate da contributo volontario previsto dal bando. Un secondo filone d’indagine riguarda la presunta artificiosa scomposizione dell’appalto per il restauro di villa Garibaldi, che, stando agli inquirenti, avrebbe eluso il codice dei contratti; a fronte di tale operazione, all’ex amministratore sarebbe stata corrisposta una tangente di quindicimila euro.
