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IL GIALLO

Le bambine scomparse a San Cataldo e la misteriosa notte in negozio, il padre: «Forse hanno imitato una challenge vista online»

L'uomo ricostruisce le ore della scomparsa e spiega perché ha presentato denuncia solo il giorno successivo

22 Settembre 2026, 16:52

19:00

Le bambine scomparse a San Cataldo e la misteriosa notte in negozio, il padre: «Forse hanno imitato una challenge vista online»

«Li ho sempre amati e coccolati». Alessandro, padre di Benedetta e Domitilla, le due sorelle di 12 e 8 anni scomparse venerdì sera a San Cataldo e ritrovate il pomeriggio successivo all’interno di un negozio di abbigliamento, interviene sulla vicenda mentre proseguono gli accertamenti degli inquirenti.

«Di recente ho ottenuto l’affidamento esclusivo dei miei figli e sicuramente non l’ho ottenuto comportandomi male», dice l’uomo, che sottolinea la propria disponibilità a collaborare con chi indaga: «Io non ho nulla da nascondere. Lasciamo lavorare gli inquirenti. La coscienza è a posto. Diamo la massima collaborazione».

Secondo il racconto del padre, le bambine sarebbero rimaste per tutta la notte all’interno del negozio, gestito da una donna di nazionalità cinese che avrebbe un rapporto con l’uomo. «Si sono chiuse nel bagno e non avrei mai potuto immaginare che potessero trovarsi ancora all’interno del negozio», racconta Alessandro.

L’uomo ricostruisce anche le ore della scomparsa e spiega di avere presentato la denuncia soltanto il giorno successivo: «Quella notte ho vissuto un incubo. Ho presentato la denuncia di scomparsa soltanto il giorno successivo perché inizialmente speravo di riuscire a rintracciare le bambine da solo».

L’ipotesi della challenge

Tra gli elementi emersi c’è anche l’ipotesi che le due sorelle possano avere cercato di riprodurre una challenge vista online. A riferirlo è ancora il padre, secondo cui le bambine, una volta portate in comunità, avrebbero parlato della volontà di emulare una sfida dal titolo «24 ore in un negozio», diffusa attraverso video pubblicati sul web, anche su YouTube.

«Le bambine potrebbero avere cercato di riprodurre quanto visto sul web, nascondendosi per trascorrere diverse ore all’interno dell’esercizio commerciale», afferma Alessandro.

Su YouTube, osserva il padre, sono presenti diversi video realizzati da ragazzi con titoli riconducibili proprio alla formula «Ci siamo nascosti 24 ore in un negozio». Saranno gli accertamenti a chiarire se e in che modo eventuali contenuti online possano avere avuto un ruolo nella vicenda.

Intanto, tutti e sei i figli di Alessandro, comprese Benedetta e Domitilla, sono stati portati in comunità. La vicenda resta al centro delle verifiche degli inquirenti, chiamati a ricostruire con precisione cosa sia accaduto nelle ore comprese tra la scomparsa delle due bambine e il loro ritrovamento.

La Procura

Intanto le indagini a carico di ignoti per sequestro di persona «sono concluse senza che sia emerso alcun elemento» e la procura ha depositato la richiesta di archiviazione dell’inchiesta. Secondo le indagini, svolte dai carabinieri, «la titolare dell’esercizio, al momento della riapertura pomeridiana, si sarebbe accorta della presenza delle due minori allertando quindi il dispositivo di ricerca che avevano inizialmente ristretto il campo in base alle prime risultanze investigative».

«La vicenda - dice il procuratore nisseno Salvatore De Luca - apre comunque un importante focus sul delicato tema dell’accesso da parte dei minori alle piattaforme digitali e sui rischi legati all’uso incontrollato dei social network (tra cui, come in questo caso, il rischio di emulazione in sfide virali che spingono i giovani a compiere azioni rischiose o addirittura lesive pur di ottenere approvazione, visualizzazioni e un senso di appartenenza alla community), aspetti di grande attualità che impongono ulteriori riflessioni sulle possibili misure di prevenzione e contenimento del fenomeno quali il differimento nella età di accesso ai media, l’incremento della sicurezza da parte dei fornitori di servizi e l’adozione di strumenti di verifica dell’età».