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La speranza di Niscemi comincia dalla scuola: «Troviamo il desiderio di ripartire»

Il presidente della Cei Zuppi: «Per questa calamità non c’è una soluzione digitale. Servono tempo e risorse»

14 Settembre 2026, 06:40

La speranza di Niscemi comincia dalla scuola: «Troviamo il desiderio di ripartire»

«Se sono scomparsi i titoli dai giornali, non sono scomparsi i titoli nel nostro cuore». È con queste parole che il cardinale Matteo Zuppi ha voluto restituire a Niscemi un messaggio preciso: la ferita provocata dalla più grande frana d’Europa non è stata dimenticata. Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana è arrivato per portare vicinanza, solidarietà e soprattutto impegno a non lasciare sole le famiglie colpite. Una visita che ha racchiuso anche un regalo pensando al futuro, alle future generazioni. Don Marco Pagniello, direttore della Caritas italiana, ha annunciato che «entro un anno Niscemi avrà una nuova scuola». È già stato definito l’accordo tra il Comune, il Dipartimento della Protezione Civile e Caritas Italiana per la realizzazione di un polo scolastico destinato ad accogliere gli studenti degli istituti che ricadono nella zona rossa. Un intervento dal valore di 5 milioni e 300 mila euro. La Caritas nazionale e la diocesi di Piazza Armerina, guidata dal vescovo Rosario Gisana, provvederanno ad acquistare un terreno e a far stilare il progetto esecutivo della nuova scuola, mentre il commissario per l’emergenza frana ha già trovato le somme per la realizzazione dell’opera i cui lavori potrebbero iniziare nel momento in cui la documentazione tecnica e l’acquisto del terreno saranno formalizzati. «Abbiamo ascoltato e guardato oltre l’emergenza», ha spiegato Pagniello, sottolineando la scelta della Chiesa di contribuire alla costruzione del nuovo polo. Prendersi cura del presente, dunque, ma anche restituire una prospettiva a una comunità che ha visto interrompersi la propria quotidianità e che deve ora ricostruire spazi, relazioni e fiducia.

È proprio sulla necessità di non fermarsi alla gestione dell’emergenza che Zuppi ha insistito. Le difficoltà, ha ricordato, non possono essere risolte con risposte immediate o soltanto tecniche. Servono tempo, risorse e decisioni. «Non c’è nessuna soluzione digitale», ha detto, richiamando la necessità di affrontare la situazione con uno sguardo lungo, capace di evitare che emergenze simili possano ripetersi. La sfida, ha aggiunto, è trovare insieme le risposte a difficoltà enormi.

Per il sindaco Massimiliano Conti, la presenza del cardinale rappresenta la conferma che l'attenzione su Niscemi non si è abbassata. «Questa speranza va nutrita con le risposte e con la fiducia reciproca che deve unire cittadini e istituzioni», ha affermato, sottolineando la necessità di un lavoro comune per accompagnare la città nella fase della ricostruzione in un particolare momento caratterizzato da qualche fibrillazione.

La giornata si è conclusa in Chiesa Madre, dove Zuppi ha presieduto un incontro di preghiera dedicato alla città e alle sue famiglie. Niscemi si è affidata alla sua patrona, Maria Santissima del Bosco. Nel silenzio della preghiera sono entrate le storie di chi ha dovuto abbandonare la propria abitazione, di chi è riuscito a tornare e di chi, invece, sa già che in quella casa non potrà più rientrare. «Portiamo le paure che ancora abitano il cuore di tanti, ma anche il desiderio di ricominciare, di ritrovare fiducia, di camminare insieme», ha detto il cardinale. Parole alle quali si sono unite quelle di Francesco Rizzo, presidente del Comitato Evento Franoso: «Abbiamo bisogno di speranza». Perché, ha ricordato, con la frana non sono andate via soltanto le case, ma anche una parte delle vite di chi quelle case le abitava. Alcune case sono venute giù, altre saranno rase al suolo. Ma si deve ricominciare e coloro i quali sono rimasti senza abitazione devono decidere presto: continuare a vivere a Niscemi o andare via.