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il dibattito

Statua della Madonna sullo scoglio di Manfria: devozione popolare o abuso? La diocesi prende posizione

Statua clandestina divide l’opinione pubblica: devozione popolare contro vincoli paesaggistici e l'accusa di blasfemia

20 Agosto 2026, 04:20

Statua della Madonna sullo scoglio di Manfria: devozione popolare o abuso? La diocesi prende posizione

La statua della Madonna collocata clandestinamente sullo scoglio principale di Manfria continua a dividere l’opinione pubblica.

Da una parte c’è chi vorrebbe lasciarla lì, come segno di devozione popolare; dall’altra c’è chi ne chiede la rimozione, ritenendola un abuso in un’area paesaggisticamente protetta.

Una discussione accesa, alimentata soprattutto sui social, che ha finito per chiamare in causa anche la Chiesa nelle persone del vescovo, mons. Rosario Gisana, e del vicario foraneo, don Luigi Petralia.

È proprio don Petralia a chiarire la posizione ufficiale della diocesi, partendo dal nodo centrale: la devozione.

«Nonostante ogni intenzione di chi ha posto questo segno cristiano in così grande evidenza, improvvisare autonomamente una tale forma di devozione in luogo pubblico e in forma stabile non può essere accettato», afferma con decisione.

Per il sacerdote, il punto non è la fede, ma il modo in cui la si esprime nello spazio comune.

«Non è questa la modalità di testimoniare la nostra fede cristiana. Pensiamo a cosa accadrebbe se chiunque mettesse statue devozionali in giro per la città».

Petralia ricorda che nessuno può occupare un luogo pubblico per manifestazioni culturali o religiose senza autorizzazioni.

«La sana devozione cristiana è lontana da una invasione simbolica di questo genere», sottolinea, ribadendo che una statua può essere posta liberamente nella propria casa, nel proprio giardino o in un terreno privato, ma non in un’area pubblica senza seguire le regole dello Stato.

Esporre un simbolo religioso, infatti, «impone l’osservanza di vincoli paesaggistici, ambientali e di sicurezza. Non si è liberi di fare quel che si vuole, né in ambito religioso né civile».

La Chiesa, precisa il vicario, non è stata coinvolta in alcun modo nell’iniziativa: «Da parte nostra non ci risulta alcun coinvolgimento o richiesta sull’installazione di quella statua».

Ma la Chiesa non può agire su questa vicenda. La questione è di competenza delle autorità civili: «Spetta all’autorità statale l’iniziativa di rimuovere un abuso edilizio-monumentale posto senza le necessarie valutazioni e autorizzazioni», conclude don Petralia esprimendo in modo chiaro la posizione della Chiesa sulla querelle della Madonna dello scoglio.

Il vicario foraneo invece condanna con fermezza l’atto compiuto sulla statua della Madonna, come la parrucca rosa posta sul capo della Vergine e subito rimosso da un cittadino che se n’è accorto: «Sono gesti che sfiorano la blasfemia», afferma il vicario foraneo richiamando al rispetto dovuto ai simboli sacri, indipendentemente dalla loro collocazione.