IL SOCCORSO
Turista americano colpito da un fulmine sull’Etna: allarme in serata, interviene l’elicottero Drago 142
Il 30enne è stato raggiunto dalla scarica in quota, con i soccorsi attivati in serata su uno dei terreni più insidiosi del vulcano
La montagna sembrava a portata di mano, poi il tempo ha cambiato tutto. Sull’Etna un turista statunitense di 30 anni è stato colpito da un fulmine: l’allarme è scattato poco prima delle 20 e per il recupero è entrato in azione l’elicottero Drago 142 dei Vigili del fuoco.
Sull’Etna il pericolo cambia faccia in pochi minuti. Non serve un fronte esteso, non serve una perturbazione lunga: basta un temporale che si forma o si avvicina in quota perché un’escursione si trasformi in un’emergenza. È dentro questo scenario che si colloca il soccorso di un turista statunitense di 30 anni, raggiunto da un fulmine sul vulcano e recuperato dopo l’allarme lanciato poco prima delle 20, con l’intervento dell’elicottero Drago 142 dei Vigili del fuoco.
L’uomo si trovava sull’Etna quando è stato colpito dalla scarica elettrica; la richiesta di aiuto è arrivata in serata, in una fascia oraria nella quale le operazioni in montagna diventano ancora più delicate per il rapido calo della luce e per la variabilità del meteo in quota. Sul posto è stato inviato Drago 142, il velivolo del Reparto Volo di Catania, struttura che fa capo al comando provinciale dei Vigili del fuoco e che interviene anche nei recuperi in aree impervie.
Sulla dinamica puntuale dell’incidente, allo stato, è prudente fermarsi ai dati verificabili: un uomo di nazionalità americana, 30 anni, è stato colpito da un fulmine durante una permanenza sul vulcano; l’allarme è partito poco prima delle 20; i soccorsi hanno impiegato l’elicottero Drago 142. In una zona come quella etnea, dove l’orografia, l’altitudine e la natura del terreno rendono spesso complicato il recupero via terra, il ricorso a un mezzo aereo non è un dettaglio accessorio ma una componente decisiva della catena di salvataggio.
L’Etna, del resto, non è una montagna qualsiasi. È un’area di forte richiamo turistico, ma anche un ambiente che impone regole severe e margini di prudenza molto più alti di quelli percepiti da molti visitatori. Lo stesso INGV ha più volte richiamato l’attenzione sul fatto che la facilità di accesso alle zone alte del vulcano finisce spesso per attirare persone impreparate alle condizioni del terreno e del clima. Non è soltanto il rischio vulcanico a pesare: in quota contano il vento, la temperatura, la visibilità e soprattutto i temporali, che possono svilupparsi con rapidità e scaricare a terra fulmini in contesti molto esposti.