Il cardinale
Parolin ad Aci Castello: «L'appello alla pace va ripetuto, anche se non sempre ascoltato»
Il Segretario di Stato vaticano, a margine della veglia per Sant'Agata, parla di Iran, Ucraina e della crisi Italia-Spagna su Ceuta: "Serve un approccio comune"
on solo la veglia per il IX centenario di Sant'Agata. A margine della cerimonia di preghiera organizzata ad Aci Castello, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, ha affrontato con l'Italpress i principali fronti di crisi internazionale, dal Medio Oriente all'Ucraina, fino alla tensione diplomatica tra Italia e Spagna sulla questione migratoria.
Interpellato sul conflitto tra Stati Uniti e Iran, il porporato ha ribadito la linea della Santa Sede sull'appello alla pace, pur riconoscendone i limiti pratici: "La Chiesa da sempre fa un appello alla pace. Purtroppo non sempre questo appello viene seguito. Anzi molte volte non viene seguito". Parolin ha però difeso la necessità di insistere su questo fronte, sostenendo che il messaggio "trova eco nei cuori degli uomini" perché le persone comprendono che la logica dello scontro "non può portare che ulteriori conflitti, ulteriori dolori e distruzioni".
Sul fronte ucraino, il Segretario di Stato ha fatto il punto sui tentativi di mediazione avviati dalla Santa Sede fin dal pontificato di Papa Francesco, ammettendo che finora non hanno prodotto risultati concreti: "Fino a questo momento non c'è stata nessuna risposta in maniera diretta". Parolin ha annunciato che il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, si recherà a Mosca nel tentativo di rilanciare il dialogo, nella speranza di aprire "percorsi di cessate il fuoco e poi, anche, di negoziato".
Interrogato infine sulla crisi diplomatica tra Italia e Spagna legata alla gestione dei migranti a Ceuta, e sul rischio che il braccio di ferro tra Roma e Madrid possa incrinare la coesione europea, il cardinale ha risposto senza esitazioni: "Certamente". Parolin ha quindi allargato la riflessione all'intera questione migratoria, terreno sul quale — ha osservato — "non c'è mai stato un grande consenso" tra gli Stati europei. Per il Segretario di Stato serve "un approccio comune" capace di superare "le differenze, le contrapposizioni" tra i Paesi membri, per affrontare "in modo umano" un fenomeno che ha definito segnato da "tutta la sua complessità".
Le parole di Parolin arrivano nella cornice delle celebrazioni per il nono centenario della traslazione delle reliquie di Sant'Agata, che questa notte hanno riportato la Santa ad Aci Castello, luogo dello sbarco del 1126, prima del grande pellegrinaggio verso il Duomo di Catania previsto per la giornata di domani.