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la decisione

Appalto Mosella ad Agrigento, dissequestrati 30 mila euro: il funzionario del Comune dice siano regali e risparmi

L'inchiesta sul maxi appalto da 3,2 milioni con società sospettata di prestanome

07 Luglio 2026, 08:19

08:20

Soldi, generico

Soldi, generico

«Non è indagato per reati che prevedono la confisca, niente esigenze probatorie». Con questa motivazione la Procura di Agrigento, attraverso il procuratore Giovanni Di Leo, ha disposto il dissequestro della somma di poco più di 30 mila euro che erano stati trovati in casa del funzionario del Comune della città dei templi, indagato nell’inchiesta sull’appalto milionario della Mosella.

I soldi in contanti - suddivisi in banconote da 50, 100 e 200 euro - erano stati sequestrati dai poliziotti della squadra mobile della Questura di Agrigento a margine di una perquisizione domiciliare nei confronti dell’indagato. Il funzionario aveva spiegato agli investigatori che si trattava di regali per la figlia e di risparmi familiari. Accolta la tesi del legale difensore dell'indagato, l’avvocato Giuseppe Scozzari.

Tra i 9 indagati figurano anche un altro funzionario del Comune di Agrigento, oltre a un ingegnere e un architetto. Nel corso delle perquisizioni la Squadra Mobile ha sequestrato fascicoli, documenti, computer, telefoni cellulari e altro materiale elettronico anche negli uffici del Comune.

Al centro dell’inchiesta, c’è l’appalto da 3.2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada della Mosella. L’appalto è stato aggiudicato dalla «Andiva Srl», una società che per i pubblici ministeri agrigentini sarebbe stata costituita ad hoc dagli imprenditori favaresi e intestata a due prestanome. Da qui l’inchiesta che punta a fare chiarezza sui lavori assegnati.