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Il "sistema rifiuti" regionale va in tilt per una manutenzione, diffida della Regione e corsa al piano d'emergenza

Avviati i controlli da Palermo mentre emergono tensioni nella governance della Srr e l'ombra dell'inchiesta della Dda

13 Giugno 2026, 09:45

09:50

Il "sistema rifiuti" regionale va in tilt per una manutenzione, diffida della Regione e corsa al piano d'emergenza

Si tira un sospiro di sollievo a Gela e nei Comuni della Srr Sud: i lavori all’impianto del Tmb chiudono le porte della discarica di Timpazzo a 40 Comuni del Catanese, dell’Agrigentino e del nord della provincia nissena mentre nulla cambia per i Comuni d’ambito.

Ma la vicenda ha creato trambusto alla Regione che è stata informata da Impianti a cose fatte e il Dipartimento Acqua e rifiuti ha dovuto contattare in tutta fretta 40 sindaci e trovare la soluzione per dirottare altrove i rifiuti.

Sono stati individuati come siti temporanei quello catanese di Sicula trasporti e il sistema di Rap spa a Palermo. Tutto scritto - risentimento per il mancato preavviso compreso - nell’ordinanza firmata dal dirigente Arturo Vallone. La Regione ha inviato una diffida ad Impianti: vuole il cronoprogramma degli interventi di manutenzione che si intendono realizzare, la durata e i dettagli dell’intervento. Insomma un controllo da esercitare che forse finora non c’è stato nel modo dovuto.

Risentito anche il sindaco Terenziano Di Stefano dato che il Comune di Gela è proprietario dell’area della discarica di Timpazzo.

«Dalla Regione arriveranno a Timpazzo lunedì - dice - per effettuare dei controlli. Spero che si riesca a mettere ordine ad una situazione che è diventata pesante e mi auguro anche che tra noi sindaci della Srr si possa trovare il modo di dialogare, di fare una ricognizione generale del sistema dei rifiuti e capire come si vuole andare avanti». Il sindaco del Comune più grande della Srr 4 già in passato è stato critico verso una governance troppo attaccata alle volontà e alle decisioni di Impianti. Una critica che viene anche dal sindaco di Mazzarino Mimmo Faraci che parla di “eccessiva commistione tra la Srr e Impianti Srr”. «Ormai da anni, il sistema rifiuti è guidato dalla società in house, che invece dovrebbe essere la controllata La controllata che detta le decisioni al controllore. E' un sistema che tutti conoscono e che fino a ora è andato bene a molti». Parole che evidenziano il malumore all’interno della Srr 4 che cova da tempo da parte di un gruppo di sindaci verso i colleghi di un cda che viene considerato come dominato da Impianti. Anche questo aspetto sarà trattato nell’assemblea del 22 giugno.

I nodi rimasti irrisolti nel sistema rifiuti sono tanti. C’è la questione di un servizio di raccolta dei rifiuti che in base a nuove norme non può più essere affidata alla società in house e bisogna provvedere ad una maxi gara d’appalto con durata pluriennale e c’è l’acquisto dell’impianto di compostaggio da parte di Impianti da Ato Ambiente Cl2 che è rimasta in sospeso.

Ma su tutto pesa l’indagine della Dda nissena e le decisioni del Gip sulle richieste avanzate nei confronti dei vertici di Impianti e della società stessa potrebbero rivoluzionare tutto.