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l'appello

Niente tubature e autobotti bloccate: il caso Carcossea fa esplodere l'emergenza idrica a Sciacca

A differenza di altre aree della provincia interessate dai turni di erogazione, nella contrada saccense l'acqua dipende unicamente dal trasporto su gomma. Le famiglie chiedono interventi strutturali definitivi

19 Maggio 2026, 07:01

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Niente tubature e autobotti bloccate: il caso Carcossea fa esplodere l'emergenza idrica a Sciacca

Nella Città delle terme, ma il problema interessa anche altre aree della provincia, ci sono centinaia di famiglie che vivono in zone non servite da condotta idrica che hanno difficoltà ad accedere ad ottenere, attraverso le procedure indicate dal gestore, ad un servizio sostitutivo di autobotti.

Con una lettera inviata al sindaco Fabio Termine, alla presidente di Aica Danila Nobile e al prefetto Salvatore Caccamo, il comitato dei residenti di contrada Carcossea chiede chiarimenti immediati sull’approvvigionamento idrico, oggi garantito esclusivamente tramite autobotti private.

Il problema è strutturale: in tutta la zona non esiste alcuna condotta idrica pubblica. Nessuna possibilità di allaccio, nessuna infrastruttura, nessuna alternativa. Le famiglie, molte con anziani, bambini e persone fragili, e le attività economiche presenti nell’area dipendono totalmente dalle autobotti, con costi molto più elevati rispetto ai cittadini serviti dalla rete ordinaria. La decisione di Aica di non autorizzare gli autobottisti privati ad accedere ai punti di prelievo, come dichiarato dagli stessi trasportatori, sta complicando il loro approvvigionamento.

«Abbiamo provveduto – ci dice Francesco Barbata (nella foto), che rappresenta i cittadini - a seguire pedissequamente le linee guida diramate in questi giorni da Aica e dal Comune di Sciacca per avere accesso al servizio di approvvigionamento tramite autobotte. Tuttavia – aggiunge - pur consorziandosi e contrattualizzandoci con Aica, saldando le cifre richieste per la procedura e ottenendo un codice utenza tramite sms, dopo diversi giorni non abbiamo ancora ricevuto alcuna fornitura idrica né tantomeno alcuna informazione circa la risoluzione del problema, le tempistiche di fornitura e i costi a essa connessi».

Il comitato chiede risposte entro dieci giorni su quattro punti chiave: come sarà garantito il rifornimento; quali saranno le tempistiche; quali costi verranno applicati; quali soluzioni temporanee o definitive si intendono adottare.

«La situazione non è più sostenibile economicamente - conclude - da anni affrontiamo costi elevatissimi per un servizio essenziale che altrove è garantito dalla rete pubblica».

Il caso Carcossea esplode in un momento già delicato per il sistema idrico provinciale, tra proteste degli autotrasportatori e nuove regole di tracciabilità. Ma qui, a differenza di altre zone, l’acqua non arriva proprio. E senza autobotti, non arriverà in nessun modo.