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la storia

Carabinieri arrestano due a Mazzarino per tentato furto: arnesi da scasso e filmati incastrano i fermati

Il gip del tribunale di Gela ha disposto gli arresti domiciliari per uno e l'obbligo di firma per l'altro

29 Aprile 2026, 11:31

11:41

Carabinieri, generico

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I carabinieri della Stazione di Mazzarino hanno arrestato in flagranza due uomini, ritenuti responsabili di tentato furto aggravato in concorso.

L’operazione è scaturita da una segnalazione giunta alla Centrale Operativa del Reparto Territoriale di Gela, che indicava la presenza sospetta di due individui con il volto coperto nei pressi di una stazione di servizio.

La pattuglia, impegnata in attività di controllo del territorio, è intervenuta con tempestività, individuando e fermando un’utilitaria compatibile con quella descritta.

A bordo vi erano un 32enne e un 28enne, entrambi di Sommatino e già noti alle forze dell’ordine.

L’atteggiamento dei fermati e le spiegazioni fornite, da subito evasive e contraddittorie, hanno indotto i militari a procedere con una perquisizione personale e del veicolo: all’interno sono stati rinvenuti e sequestrati vari arnesi da scasso, tra cui cacciaviti di diverse misure e una barra metallica, occultati nell’abitacolo.

Decisivi, per la ricostruzione dei fatti, i riscontri acquisiti nell’immediatezza grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza messi a disposizione dai titolari dell’impianto.

I filmati mostrano come, pochi minuti prima del controllo, due soggetti con il volto travisato, giunti a bordo della medesima auto poi intercettata, avessero forzato le casse automatiche dell’area autolavaggio, utilizzando strumenti compatibili con quelli sequestrati.

La corrispondenza tra il veicolo impiegato, l’abbigliamento dei soggetti ripresi e quello dei fermati, nonché il rinvenimento degli attrezzi da effrazione, ha consentito di raccogliere gravi, precisi e concordanti elementi di responsabilità.

I due uomini sono stati dichiarati in arresto e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, condotti alla Casa circondariale di Gela, in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Alla luce del quadro indiziario, il Gip del Tribunale di Gela, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha applicato le misure cautelari: arresti domiciliari per il 28enne e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il 32enne.