Il processo a Catania
«Quel debito lo devi pagare», il boss Santapaoliano al "servizio" dell'ex presidente della squadra di calcio
Si apre l'appello. La difesa vuole riaprire il dibattimento ma le parti civili fanno battaglia
Il 10 aprile la Corte d'Appello di Catania scioglierà la riserva sulla richiesta di riapertura della fase istruttoria. Entra nel vivo il processo di secondo grado nei confronti del boss santapaoliano Orazio Santonocito, di Alfio Caruso e di Daniele Notarrigo (già presidente dell’Acireale Calcio per alcuni mesi nel 2017) che sono stati condannati due anni fa per estorsione aggravata. I difensori che hanno impugnato la sentenza del Tribunale etneo chiedono una nuova fase dibattimentale per depositare atti e documenti. Ma i legali delle parti civili - gli avvocati Francesco Messina, Gianluca Costantino e Rossana Petralia - hanno fatto battaglia e hanno chiesto alla Corte di rigettare la richiesta.
La vicenda giudiziaria è delicata. Ed è inoltre un pezzo di una più complessa indagine che porterà al blitz Old Horse, sugli affari del macellaio Santonocito, personaggio di rilievo mafioso a San Pietro Clarenza. Il boss sarebbe stato coinvolto in una riscossione crediti legata alla governance dell’Acireale Calcio. Notarrigo avrebbe preteso da un imprenditore (che ha fatto parte del compendio della società calcistica solo di fatto) il pagamento di una parte di una cartella esattoriale che gli era stata notificata per mancati pagamenti all’Erario, nel periodo in cui era ai vertici della società calcistica. La richiesta non è andata a buon fine. E a quel punto sarebbero arrivate minacce, intimidazioni. Fino alle pressioni di Santonocito. E così scatta la trappola in macelleria. In tasca del santapaoliano gli investigatori trovarono 800 euro, che sono stati ritenuti una tranche del debito da onorare, circa 40mila euro. La vittima è stata affiancata in questo percorso dall'associazione Libera Impresa che si è costituita parte civile nel procedimento.