il caso
Caltanissetta e il paradosso del Pnrr che non decolla: fondi assegnati e opere già ferme
Per Senato e Corte dei conti c’è divario tra i soldi ottenuti e la capacità di spesa: almeno 1.159 progetti bloccati tra ritardi procedurali, carenze di personale tecnico e contenziosi
Nella provincia di Caltanissetta il Pnrr, flusso di risorse senza precedenti, rischia di trasformarsi da occasione storica di rilancio a un gigantesco stress test per amministrazioni e imprese. Sono oltre 1.159 i progetti finanziati, distribuiti tra scuola, digitalizzazione, ricerca, rigenerazione urbana e infrastrutture. È un volume di investimenti che, in un territorio segnato da declino demografico, fragilità economica e bassa capacità attrattiva, dovrebbe essere volano di sviluppo. Tuttavia, l’analisi incrociata dei dati locali e delle relazioni istituzionali più recenti mostra una distanza rilevante tra risorse assegnate e capacità effettiva di trasformarle in cantieri, lavoro e crescita. La settima Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr presentata al Senato (Doc. XIII n. 5, aggiornata al 31 dicembre 2025) evidenzia un quadro nazionale in cui l’Italia ha completato il 83% delle milestone (in un project management rappresenta un traguardo intermedio significativo o un punto di controllo critico) e raggiunto un avanzamento complessivo del 64%, ma con investimenti effettivamente realizzati fermi al 58%.
È un divario che si concentra soprattutto nelle opere più complesse e nei territori con minore capacità amministrativa, dove la progettazione procede lentamente e la rendicontazione incontra ostacoli strutturali. Caltanissetta rientra pienamente in questo profilo, come confermato anche dalla Delibera n. 6/Ssrrco/Ref/2025 della Corte dei conti, che ribadisce ritardi procedurali, carenze di personale tecnico e difficoltà nella gestione dei bandi, elementi che rallentano l’attuazione del Piano in molte amministrazioni locali. Già a fine 2024, nel Libero consorzio nisseno, diverse linee di investimento non superavano il 30% di avanzamento e una quota significativa di interventi risultava ancora in fase di progettazione o affidamento. Nel capoluogo, il Comune di Caltanissetta è soggetto attuatore di numerosi interventi, soprattutto nel campo della digitalizzazione amministrativa. Si tratta di progetti utili, spesso finanziati con importi medio bassi, che modernizzano servizi e piattaforme ma generano un impatto occupazionale limitato e temporaneo, legato più a consulenze e forniture che alla creazione di posti di lavoro strutturali. Le opere urbane di maggiore peso economico mostrano invece criticità più profonde. Il caso dell’area Capitano Franco - dove un ricorso giudiziario ha bloccato lavori collegati al progetto Polis Verde da circa 54 milioni di euro - è emblematico: ritardi, contenziosi e sospensioni rischiano di compromettere scadenze europee e ricadute economiche locali, confermando quanto la fragilità amministrativa (e politica visto gli attuali assetti instabili generati dalle ormai note vicende di cronaca) possa incidere sulla capacità di spesa.
Il contesto socio economico amplifica queste difficoltà. Recentemente proprio «La Sicilia», snocciolando i dati Istat, ha verificato come Caltanissetta subisca un calo annuo dello 0,5% dei suoi residenti (a oggi 58.045), con un saldo naturale negativo di 281 unità. La Fondazione Tagliacarne - così come l’Inps - colloca Caltanissetta tra le ultime province italiane per ricchezza pro capite, dinamismo imprenditoriale e capacità attrattiva. In un tessuto economico composto da poche aziende solide e molte microimprese incapaci di crescere, anche le iniziative legate alla cosiddetta “nuova economia verde” - comunità energetiche, efficientamento, digitalizzazione - risultano ancora troppo embrionali per generare un impatto occupazionale significativo.
In questo scenario, il rischio principale è che i fondi del Pnrr entrino nel territorio nisseno senza radicarsi: i bandi vengono spesso vinti da grandi operatori esterni, lasciando alle imprese locali solo subappalti marginali. L’effetto moltiplicatore è che il flusso economico arriva, ma non sempre resta. Pertanto se a Caltanissetta nei prossimi due anni i progetti verranno completati nei tempi previsti, il territorio potrà beneficiare di rigenerazione urbana, servizi più moderni e nuove opportunità per le imprese. Se invece continueranno blocchi e difficoltà gestionali, il Pnrr rischia di diventare l’ennesima occasione mancata. In un territorio che perde popolazione, imprese e capacità competitiva, la capacità di trasformare i fondi in opere non è solo un tema amministrativo, ma una questione di futuro.