×

il provvedimento

Corruzione, il deputato di Forza Italia Michele Mancuso ai domiciliari. Misure cautelari anche per il suo braccio destro e altri tre

Dopo avere ascoltato gli indagati, il Gip ha accolto la richiesta della Procura di Caltanissetta cambiando il reato contestato

18 Febbraio 2026, 09:19

13:12

Corruzione, ecco perché il deputato Mancuso rischia i domiciliari: per i pm prese 12mila euro dopo una "mancetta" all'Ars

Seguici su

Il deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso va agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Caltanissetta dopo avere svolto gli interrogatori. Il provvedimento è stato eseguito stamattina dalla squadra mobile nissena e dallo Sco di Roma su delega della locale Procura della Repubblica. 

Disposti i domiciliari anche per il braccio destro di Mancuso, Lorenzo Gaetano Tricoli. Per i rappresentanti dell’associazione A.S.D. Genteemergente Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli è stata disposta la misura interdittiva del divieto di esercizio di impresa, in qualsiasi forma, relativa al settore di «intrattenimento, organizzazione di feste e cerimonie», nonché il divieto di assumere uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese predette, per la durata di dodici mesi.

Tutti i soggetti destinatari delle misure cautelari sono ritenuti protagonisti di un episodio di corruzione che vede al centro il potente politico nisseno, fino a poche settimane fa indicato come assessore in pectore della giunta regionale di Renato Schifani, al primo rimpasto utile.

La vicenda è emersa un mese fa, ricostruita dalla Procura di Caltanissetta guidata da Salvatore De Luca. Mancuso avrebbe ricevuto una tangente da 12mila euro, in cambio avrebbe inserito l'associazione Asd Gentemergente tra quelle destinatarie di un contributo dall'Assemblea regionale siciliana. Una mancia di non poco conto: 98mila euro per organizzare il Settembre Nisseno 2024.

I rappresentanti legali dell'associazione sono Ernesto e Manuela Trapanese, nipoti di Lorenzo Tricoli, e il marito di quest’ultima Carlo Rizioli. Una parte dei 98mila euro (i 12mila euro contestati a Mancuso) sarebbe finita in tasca al deputato che avrebbe fatto ricevere loro il finanziamento da mamma Regione. Il pagamento della bustarella sarebbe giunto dalle mani di Tricoli al deputato di Milena in tre tranche: l’ultima il 5 maggio dello scorso anno. A questi indagati è contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata per aver dedotto, mediante la rendicontazione di costi fittizi, una somma pari a 49mila euro in danno della Regione siciliana.

Il Gip ha rivalutato il reato contestato a Mancuso: non più corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (articolo 319 del codice penale, la cosiddetta corruzione propria), come ipotizzato dalla Procura, ma corruzione per l'esercizio della funzione (articolo 319, corruzione impropria). «Nel provvedimento - sottolinea la nota della Procura - il Gip ha valutato con la massima attenzione le versioni fornite dagli indagati in sede di interrogatorio preventivo di garanzia in data 22/01/2026, ritenendole inidonee a giustificare i gravi indizi di colpevolezza emersi nel corso delle indagini, ferma restando la presunzione di innocenza sino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna».

Con la disposizione degli arresti domiciliari, Mancuso decade automaticamente dalla commissione regionale Antimafia di cui fa parte e da cui si era auto sospeso dopo avere ricevuto l'avviso di garanzia. 



Poco prima, il 3 febbraio, il Tribunale del Riesame aveva disposto la restituzione delle somme sottoposte a sequestro preventivo, fondando tale decisione esclusivamente sulla mancanza del pericolo che tali somme potessero essere sottratte nel corso del procedimento (e non sulla mancanza di indizi a carico, dei quali ha ritenuto, invece, la sussistenza).