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Niscemi

Crolla il simbolo di Sante Croci: la croce in marmo non c'è più

La Procura di Gela intanto apre indagini per violazione della zona rossa, mentre vigili del fuoco continuano il lavoro di recupero degli effetti personali degli sfollati

09 Febbraio 2026, 20:22

10 Febbraio 2026, 08:31

Crolla il simbolo di Sante Croci: la croce in marmo non c'è più

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Sembrava aver resistito tanto da diventare un simbolo di resistenza in quella zona rossa di Niscemi dove case e strade sono state sventrate dalla frana. E invece oggi è la croce in marmo che indica la chiesa Sante Crocicrollata nel 1997, è venuta giù. Era in una posizione in bilico ed evidentemente un ulteriore smottamento del terreno ne ha provocato la caduta. Il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti gli dedica un post social commentando: «Questo appesantisce ancora di più il nostro già triste cuore».

Intanto la Procura di Gela, guidata da Salvatore Vella, ha aperto i primi procedimenti penali per violazione della zona rossa attigua alla frana. Le forze dell’ordine da giorni cercano di tenere a distanza cittadini e curiosi dalla zona a rischio. Cinque, al momento, le persone indagate. Il rispetto dell’ordinanza sindacale di protezione civile è a tutela dell’incolumità dei cittadini, ricorda la Procura.

Prosegue frattanto l’impegno dei vigili del fuoco a Niscemi, dove è operativo il nuovo campo base per l'accoglienza del personale proveniente dai comandi dell’isola e di quello locale, al lavoro sul fronte della frana dal 25 gennaio.

Predisposta dagli specialisti Usar (Urban Search and Rescue) e del nucleo Sapr (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) una rete avanzata di monitoraggio: l’incrocio dei dati rilevati ha permesso oggi per alcune ore l’accesso nella fascia tra i 30 e i 50 metri dal fronte di frana, finora inibita a ogni attività per l’alto rischio di crollo. Effettuati 30 interventi di recupero beni, di cui 10 nell’area più critica, permettendo ai residenti di tornare in possesso di effetti personali.