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Gli ultimi padrini della mafia catanese alla sbarra: attesa per i verdetti, ma ci sono i pentiti che fanno tremare chi è libero

Sono tanti i boss che rischiano pesanti sentenze di condanna. Sono molti i processi in corso che sono al rush finale. Ma diverse inchieste sono state avviate dopo gli input dei nuovi pentiti

Laura Distefano

12 Gennaio 2026, 00:09

arresti ordinanza ombra

Nei prossimi mesi si deciderà il destino giudiziario degli ultimi padrini di Catania: da Francesco Russo - imputato del processo Ombra - al "cavadduzzu" Francesco Napoli - che sta affrontando l'appello di Sangue Blu. Due nomi che si intrecciano sempre più spesso. Soprattutto nelle dichiarazioni di Rosario Bucolo, l'ex numero 2 del gruppo dei Santapaola del Castello Ursino, che ha complicato la posizione di Russo dopo che aveva scelto il rito abbreviato. Il pentito ha chiarito in più verbali che Napoli gli aveva indicato Russo come il suo "erede".

Dal canto suo l'imputato respinge il ruolo di capo supremo. Ma la pm Raffaella Vinciguerra ne è convinta: nella requisitoria ha chiesto una condanna a 20 anni. E non sono meno severe le richieste nei confronti degli altri imputati, come Mario Ercolano. Che da quando è arrivata la notifica in carcere del blitz Ombra della squadra mobile etnea è scattata l'applicazione del 41bis. Il decreto del ministro Nordio è stato spiccato prima della decisione di Bucolo di voltare le spalle al clan mafioso. L'elenco dei processi di mafia che sono aperti e potrebbero presto chiudersi con un verdetto sono tanti.

Dall'inchiesta Leonidi dei carabinieri che due anni fa riuscì a fermare una guerra di mafia fra i giovani santapaoliani e gli agguerriti cappelloti. Già una sparatoria c'era stata e Cosa nostra stava preparando la vendetta. Poi le inchieste sul narcotraffico che vedono protagonisti tutte le cosche. E non solo. Anche pusher autonomi, che per svariati motivi si sono creati la loro fetta di business senza il marchio della mafia. Senza dimenticare le udienze riferite ad alcuni omicidi di mafia.

Non è finita. Perché ora partiranno i processi scaturiti da recenti retate di carabinieri, polizia e guardia di finanza: Naumachia, Cerbero, Lumia. E così alla sbarra arriveranno i boss più irriducibili dei Laudani, Cursoti-Milanesi, Cappello e Santapaola-Ercolano. Questa è mafia militare: ma ci sono dei processi dove si alza il livello. Come il processo Mercurio dove politica e mafia avrebbero discusso per fare eleggere un deputato regionale. Oppure il procedimento Filo Conduttore dove addirittura il clan Pillera sarebbe entrato con tutte le scarpe negli affari di un'impresa per gli appalti della fibra.

Infine, c'è molta trepidazione per quello che potrà accadere dalle dichiarazioni di William Cerbo, lo scarface catanese, che ha deciso di collaborare con la procura di Milano. Ma i suoi verbali i pm della città meneghina li hanno inviati anche ai colleghi di Catania. E fra i primi fascicoli che potrebbero essere aperti è quello sulla scomparsa di Gaetano Cantarella "Tanu u curtu", che avrebbe curato gli interessi criminali dei Mazzei di Catania a Milano.