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METEO

Venti dal Nord, mare in tempesta: il Sud si prepara a una nuova burrasca. Anche la Sicilia sotto avviso

Raffiche impetuose, mareggiate e un avviso che si estende: cosa cambia nelle prossime ore e perché conviene muoversi con prudenza

Alfredo Zermo

11 Gennaio 2026, 17:10

Venti dal Nord, mare in tempesta: il Sud si prepara a una nuova burrasca. Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata sotto avviso

Un cassonetto trascinato come un pattino lungo una via deserta di Mazara, le palme piegate a novanta gradi sul lungomare di Trapani, il rumore sordo delle onde che si frangono oltre la scogliera di Sciacca. È l’istantanea che racconta meglio di qualsiasi grafico la stretta del vento sul Sud. Dopo giorni di instabilità, la Protezione Civile ha emesso un “ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse” che estende quello diffuso il 9 gennaio, certificando un nuovo impulso di venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali, con mare molto agitato e condizioni in rapido peggioramento tra Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata.

Cosa prevede l’avviso aggiornato

Dal pomeriggio di oggi, domenica 11 gennaio 2026, atteso il persistere di venti da forti a burrasca a prevalente componente settentrionale sulla Calabria (con riguardo ai settori ionici) e sulla Sicilia, in particolare nelle aree occidentali e meridionali. L’intensificazione si estenderà progressivamente alla Puglia — specie sui settori centro-meridionali — e alla Basilicata. I litorali esposti saranno soggetti a mareggiate e le condizioni del mare resteranno proibitive anche per le piccole imbarcazioni.

Il quadro rientra nella fase perturbata già descritta dall’avviso del 9 gennaio della Protezione Civile nazionale, che segnalava temporali al Sud e venti fino a burrasca sul Centro-Sud e sulle Isole maggiori. L’avviso odierno lo estende e lo aggiorna, con un focus spiccato sull’azione delle correnti settentrionali.

Le mappe di vigilanza delle ultime ore indicano un contributo di venti nord-occidentali e settentrionali con raffiche localmente superiori alle soglie di burrasca, condizioni che alimentano agitazione del Tirreno meridionale, dello Stretto di Sicilia e dello Ionio, e determinano un abbassamento delle temperature percepite.

Dove soffierà più forte e perché

La dinamica è figlia di un’ampia circolazione depressionaria che insiste sul Mediterraneo centrale. Nel dettaglio:

In Sicilia, i settori occidentali e meridionali saranno i più esposti: raffiche tese investiranno le province che si affacciano sul Canale di Sicilia e sul basso Tirreno, con mare in rapido aumento e mareggiate sulle coste aperte. Attenzione particolare ai litorali di Trapani, Agrigento e alla fascia sud di Palermo. L’avviso nazionale parla esplicitamente di raffiche fino a burrasca e mare molto agitato sulle coste esposte.

In Calabria, l’effetto Venturi tra Tirreno e Ionio può accentuare le raffiche sui crinali appenninici e nei settori ionici, già indicati come aree sensibili nell’aggiornamento odierno. In queste aree, il mare potrà presentare onde lunghe e frangenti fin sotto costa, con possibili criticità su pontili e banchine.

In Puglia, l’interessamento riguarderà soprattutto i settori centro-meridionali: Salento e basso barese possono sperimentare raffiche sostenute da Nord e Nord-Est, con mare in aumento fino ad agitato sull’Adriatico meridionale e nel Canale d’Otranto, specie nella seconda parte della giornata.

In Basilicata, l’azione del vento si farà sentire sui crinali appenninici e lungo la costa ionica: previste raffiche forti e condizioni di mare mosso o molto mosso.

Il segnale da non ignorare: la sequenza degli avvisi

Il nuovo bollettino conferma una sequenza di giornate ventose che ha preso corpo a partire dall’avviso del 7 gennaio, quando il Dipartimento della Protezione Civile segnalava una netta intensificazione dei venti — in particolare nord-occidentali — su Sicilia, Calabria e, a seguire, sull’Adriatico. Il successivo 9 gennaio, la struttura depressionaria ha ampliato lo spettro dei fenomeni, con temporali sul basso Tirreno e un rinforzo diffuso della ventilazione su gran parte del Centro-Sud. L’ulteriore avviso odierno, 11 gennaio, aggancia e prolunga questa fase, con specifiche su quadranti settentrionali e sulle aree più esposte. Per chi vive o viaggia nel Mezzogiorno, è il segnale di un pattern meteorologico coerente, non di un episodio isolato.

Cosa significa “da forti a burrasca” in pratica

“Venti da forti a burrasca” indica una forza del vento che, in scala Beaufort, oscilla tipicamente tra 7 e 8 e può arrivare a 9 nelle raffiche più intense: si parla di velocità medie che superano con facilità i 50-60 km/h, con picchi oltre i 75-85 km/h lungo le coste e sui rilievi. Effetti tipici: difficoltà alla guida per i veicoli leggeri e alti, caduta di rami, possibili danni a coperture non fissate, marosi e spruzzi oltre le barriere di protezione.

In mare, lo stato può salire fino ad “agitato” o “molto agitato” con onde che, sulle esposizioni dirette a Nord e Nord-Ovest, raggiungono altezze significative idonee a produrre mareggiate e fenomeni di erosione localizzati. Queste condizioni sono richiamate sia nelle note della Protezione Civile sia nelle mappe di vigilanza aggiornate.

Impatti attesi: dal litorale alle aree interne

Lungo i litorali di Sicilia occidentale e meridionale e sul versante ionico calabrese, le mareggiate potrebbero determinare allagamenti marini nelle zone depresse prossime alla battigia, rendendo temporaneamente impraticabili tratti di passeggiate a mare, approdi per piccole barche e strade costiere particolarmente esposte.

Sui crinali appenninici di Calabria e Basilicata, e sulle colline interne della Sicilia, le raffiche possono intensificarsi per effetti orografici, con rischio aumentato di caduta alberi e interruzioni elettriche localizzate. Le condizioni restano coerenti con la segnalazione di burrasca/nord-occidentale e poi settentrionale riportata tra il 7 e il 10 gennaio.

Sulla Puglia centro-meridionale, il fetch lungo l’Adriatico può veicolare onde in grado di mettere alla prova moli e pontili minori; attenzione a scogliere e promontori esposti.

Perché il vento “gira” e come leggere la transizione

Nelle ultime 72 ore il campo del vento è passato da prevalenti quadranti occidentali/nord-occidentali a una componente più settentrionale, per effetto di un gradiente barico rafforzato tra il Mediterraneo centrale e i Balcani. Questo “scarto di pressione” accelera l’aria lungo i meridiani e spinge il moto ondoso sui bacini meridionali, con un contributo di mare lungo che arriva su Ionio e Canale di Sicilia anche quando i fenomeni precipitativi diminuiscono. È la configurazione che il Bollettino di Vigilanza del 10 gennaio fotografa con la sequenza: burrasca da Nord-Ovest su Sicilia e Calabria e, a seguire, venti settentrionali forti su Puglia e Basilicata nella seconda parte della giornata, prima di una graduale attenuazione.

Il fattore tempo: quanto durerà

Il Bollettino di Vigilanza segnala che la fase più acuta dei venti settentrionali tenderà ad attenuarsi entro la giornata di domani su gran parte del Sud, pur con persistenza di mare mosso o agitato e possibili rinforzi locali nelle ore notturne. Il rientro a condizioni più gestibili non significa però sicurezza piena: il mare resta “memoria” del vento per molte ore, e frangenti e risacche possono continuare a spingere sugli arenili anche dopo la rotazione o la diminuzione della ventilazione.