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Revocata la convenzione, Giarre resta senza ragioniere generale

La Giunta di Aci S. Antonio ha annullato la procedura e così il Comune si ritrova nuovamente privo di una figura fondamentale in un momento cruciale per la ripresa finanziaria

Mario Previtera

10 Gennaio 2026, 23:45

Revocata la convenzione, Giarre resta senza ragioniere generale

L’anno nuovo si apre con una pesante tegola che rischia di rallentare la delicata macchina amministrativa. A distanza di poche settimane, il Comune si ritrova, improvvisamente, per la seconda volta, privo della figura del ragioniere generale.

A determinare il vuoto nell’organico è stata la decisione unilaterale della Giunta comunale di Aci Sant’Antonio. Con una delibera votata all’unanimità, l’esecutivo ha revocato la convenzione che permetteva alla funzionaria Alfina Marino, titolare del settore finanziario ad Aci Sant’Antonio, di prestare servizio a Giarre tramite l’istituto dello “scavalco” condiviso per 18 ore settimanali. Nella delibera di Giunta si rileva che «l’Amministrazione, essendo venuta a conoscenza della elevata probabilità di dovere cambiare a breve il responsabile dell’Area Finanziaria, non è più nelle condizioni di concedere l’utilizzo condiviso di quest’ultimo, poiché in questi ultimi mesi bisognerà portare a compimento una notevole mole di adempimenti lavorativi da lasciare a chi dovrà eventualmente succedere; preso atto che è dovere dell’Amministrazione comunale tutelare il buon andamento e l’efficienza dell’attività amministrativa, è stato deciso di recedere unilateralmente dalla convenzione stipulata tra i Comuni di Giarre e Aci Sant’Antonio».

Il tempismo della revoca è tutt’altro che ideale. Il Comune giarrese sta attraversando una fase di transizione finanziaria estremamente complessa dopo l’uscita dal dissesto e la gestione ordinaria e straordinaria dei conti richiede una guida tecnica esperta e costante per evitare di scivolare nuovamente in criticità contabili. Il sindaco Leo Cantarella si è detto stupito dell’accaduto, dicendosi rammaricato per la vistosa carenza di bon ton istituzionale, alla luce delle modalità con cui è stata decisa, senza alcun preavviso, la revoca della convenzione. Il primo cittadino giarrese confida nella possibilità di trovare una soluzione al delicato caso, tuttavia senza nascondere il proprio disappunto.