porto empedocle
A Marinella un dissalatore "provvisorio" che rischia di restare per sempre: Mare Nostrum non ci sta, appello a Mattarella, Meloni e Schifani
L'impianto era stato pensato per l'emergenza: il Comitato solleva dubbi su ambiente, turismo e finanze pubbliche
Un impianto di dissalazione dell'acqua marina, pensato come soluzione emergenziale contro la crisi idrica, rischia di diventare una presenza fissa sulla spiaggia di Marinella, litorale celebre per i romanzi di Andrea Camilleri e meta di migliaia di turisti. Il Comitato cittadino spontaneo Mare Nostrum ha inviato una denuncia civica al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, contestando il Decreto commissariale n. 42 del 17 dicembre 2025. Secondo il comitato, la decisione del Commissario straordinario per la scarsità idrica trasforma un'opera temporanea in infrastruttura stabile, con gravi rischi per l'ambiente, l'urbanistica e le casse pubbliche.
L'impianto sorge in un'area sensibile: affacciato sul mare frequentato da bagnanti, vicino al centro abitato e addossato alla Capitaneria di Porto. Qui nidificano le tartarughe caretta-caretta, e il litorale ha una vocazione pubblica e turistica. "La permanenza causerà un impatto irreversibile su paesaggio e sviluppo urbano", denuncia il comitato, lamentando che progettazione e adeguamenti (come scarico di salamoia e insonorizzazione) siano stati decisi solo su pressione di cittadini e ambientalisti, senza pianificazione territoriale adeguata. L'area industriale ex ASI, a est del porto, era stata individuata per un sito alternativo, ma è stata scartata senza una valutazione comparativa trasparente.
Il ricorso ai poteri commissariali è stato "reiterato e dilatato": una condotta di 4 km attraversa il centro città per collegare l'impianto all'acquedotto, più 600 metri per sversare salamoia in mare e lavori di insonorizzazione. Siciliacque S.p.A. è stata nominata attuatore, con una prospettiva che va oltre l'emergenza. "Si normalizza l'eccezione, correggendo ex post una progettazione carente e rendendo permanenti interventi temporanei", accusano i promotori, parlando di possibile danno erariale per l'uso improprio di fondi pubblici.
Per oltre un anno, istituzioni e rappresentanti hanno ribadito la natura transitoria dell'impianto – dal Consiglio comunale del 10 luglio 2025 alla Relazione al Parlamento 2024. Solo l'8 agosto, in Cabina di Regia, si è ipotizzata la stabilizzazione, motivata da "adeguamenti permanenti" e non da ostacoli al sito ASI. Il decreto del 17 dicembre smentisce tutto, sollevando dubbi su "lealtà istituzionale e trasparenza".
L'area ospita infrastrutture dismesse della centrale Enel (olio combustibile) e un'unità turbogas non essenziale, da bonificare per DRS regionale n. 31/2024. Il decreto prevede di riutilizzarne parte per il dissalatore, assumendone la bonifica con risorse pubbliche. "Si esenta un privato da obblighi, ostacolando il recupero del litorale e un progetto di riconversione quando scade la turbogas nel 2026", protesta il comitato.
Mare Nostrum chiede accertamenti su legalità dei poteri usati, coerenza con temporaneità, rispetto di norme ambientali e urbanistiche, corretto uso di fondi (inclusi sovradimensionamenti idraulici e bonifiche private). Auspica un percorso trasparente e partecipato con comunità ed enti locali, per tutelare generazioni future e lo sviluppo turistico di Porto Empedocle.