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Siracusa, Cavadonna diventa un caso: «Adesso è al collasso»

Stato di emergenza dopo la rivolta dei detenuti, ispezione del deputato regionale Spada

03 Gennaio 2026, 13:50

Siracusa, Cavadonna diventa un caso: «Adesso è al collasso»

La recente protesta silenziosa dei detenuti, sfociata in una sommossa, sedata dall'impiego di un consistente numero di agenti di polizia penitenziaria, ha messo ancora una volta in evidenza le problematiche irrisolte nella casa circondariale di Cavadonna. Una situazione complessa che ha spinto il deputato regionale del Partito democratico, Tiziano Spada, ad eseguire un'ispezione nella struttura detentiva siracusana.

«Il carcere di Cavadonna ha bisogno di interventi strutturali – ha detto Spada a conclusione del sopralluogo - che garantiscano l’aumento degli organici e dei servizi erogati, permettendo agli agenti di Polizia Penitenziaria di migliorare la qualità del proprio lavoro e ai detenuti di affrontare in maniera dignitosa il periodo di detenzione».

Oltre alla visita in diversi reparti e a un confronto con gli agenti penitenziari e con i detenuti, il parlamentare ha incontrato il direttore del carcere. «Ho scelto di attuare l’ispezione per raccogliere il grido d’allarme lanciato dai detenuti, che nei giorni scorsi sono stati protagonisti di una protesta, e dal sindacato di polizia penitenziaria che ha posto l’accento sulle difficoltà degli agenti in considerazione del sovraffollamento delle strutture carcerarie e degli organici di polizia sempre più stringati», sottolinea Spada.

La casa circondariale siracusana ospita oltre seicento persone, in condizioni igienico-sanitarie non ottimali. «È emersa – dice Spada - l’assenza di un numero adeguato di agenti per gestire l’alto numero di detenuti presso la struttura siracusana. Dal lato dell’Asp, l’assenza di medici specialisti in struttura e il continuo spostamento dei detenuti per le visite comportano disagi gestionali. Chi sta scontando la pena lamenta anche l’assenza di alcuni servizi fondamentali come la possibilità di usufruire dell’acqua calda durante le ore diurne e la presenza infestante delle cimici da letto, che non consentono di espletare la pena in maniera dignitosa. Sul punto, segnalo che la sanificazione degli ambienti è in corso e mi è stato garantito che a breve verranno bonificate tutte le aree del carcere».

Il deputato regionale, auspica che per l'anno appena entrato si ponga rimedio alle carenze. «Per fare questo – dice - servono investimenti economici sulle carceri, portando avanti iniziative che migliorino e tutelino sia i detenuti sia gli agenti di Polizia Penitenziaria».