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Capodanno, l'attacco delle opposizioni: «Ordinanza sui botti inefficace, è stata una notte di guerriglia»
Lo scontro politico e l'accusa per il sindaco Lagalla: «Propaganda da palco»
Il bilancio della notte di San Silvestro a Palermo diventa terreno di scontro politico. Un fronte compatto di consiglieri comunali di minoranza — appartenenti a Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Avs, Oso, Gruppo Misto e il consigliere Franco Miceli — ha duramente criticato la gestione dell'ordine pubblico, definendo «del tutto inefficace» l'ordinanza sindacale che vietava l'esplosione di botti e petardi.
Secondo i rappresentanti dell'opposizione, la realtà dei fatti descrive uno scenario ben lontano dal successo celebrato dall'amministrazione. Il consuntivo della notte di Capodanno riporta infatti diversi feriti ospedalizzati, cassonetti crivellati in periferia, danni alla chiesa di Sant'Antonino nel centro storico e il rogo di una palma di venti metri nel quartiere Borgo Vecchio. Una situazione definita dai firmatari della nota come una vera e propria "guerriglia urbana" che ha colpito cittadini, quartieri e animali domestici.
Nel comunicato, i consiglieri mettono nel mirino l'atteggiamento del sindaco Roberto Lagalla, accusandolo di essersi concentrato esclusivamente sul successo del concerto in piazza senza affrontare le criticità emerse nelle strade. Per le opposizioni, la sicurezza non può essere ridotta a «propaganda da palcoscenico», ma necessita di prevenzione reale, controllo capillare del territorio e coordinamento istituzionale.
La nota si conclude con un richiamo alla responsabilità: i consiglieri sollecitano il primo cittadino e le istituzioni preposte a far rispettare le regole vigenti, sostenendo che, in assenza di controlli concreti, i discorsi sulla legalità e la tutela della cittadinanza rischino di rimanere «un mero esercizio stilistico» privo di riscontri nella vita quotidiana dei palermitani.