Lo scontro
Guerra giudiziaria a Gela sulla sanità in ginocchio: sospesa ordinanza del sindaco
Il Tar ha congelato le imposizioni del primo cittadino all' Asp per colmare le carenze nei servizi
La battaglia per il futuro dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela entra nel vivo anche sul terreno giudiziario. Il Tar Sicilia ha sospeso l’ordinanza contingibile e urgente firmata dal sindaco Terenziano Di Stefano il 25 settembre, con la quale il Comune aveva chiesto interventi per garantire continuità, sicurezza ed effettività dei servizi sanitari essenziali del presidio. Il decreto è stato emesso dal presidente della Prima sezione del Tribunale amministrativo regionale, Salvatore Veneziano, a seguito del ricorso presentato dall’Asp di Caltanissetta.
Si tratta, però, di una decisione cautelare e non definitiva. Il Tar ha infatti fissato per il 3 novembre la camera di consiglio nella quale il ricorso sarà esaminato collegialmente. Nel frattempo l’ordinanza del Comune resta sospesa.
Nelle motivazioni, il presidente del Tar riconosce innanzitutto le esigenze di funzionalità del Vittorio Emanuele, "segnatamente dei reparti eroganti prestazioni urgenti". Il provvedimento comunale, tuttavia, secondo il giudice non avrebbe individuato "specifiche e puntuali misure" da adottare per fronteggiare l’emergenza, limitandosi a sollecitare attività amministrative finalizzate a rimuoverne le cause, con particolare riferimento alla carenza di personale.
È proprio su questo punto che si concentra il decreto. Secondo il Tar, nonostante nell’ordinanza fossero richiamati il rispetto degli strumenti organizzativi e gestionali previsti dalla normativa e l’utilizzo delle competenze proprie dell’amministrazione, il provvedimento avrebbe potuto rappresentare un vincolo per l’attività ordinaria dell’Asp nella pianificazione e nell’erogazione dell’assistenza sull’intero territorio provinciale. Da qui la valutazione di una situazione di "estrema gravità ed urgenza" che ha portato alla sospensione immediata dell’atto.
Il pronunciamento del Tar si inserisce in una vertenza che a Gela va avanti dal primo agosto scorso e che ha trasformato la difesa del Vittorio Emanuele in una mobilitazione cittadina senza precedenti recenti. Il Comune ha portato la protesta davanti all’ospedale, chiedendo il potenziamento degli organici e il rafforzamento dei servizi, mentre migliaia di cittadini hanno partecipato alle iniziative promosse per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del presidio.
Lo scontro tra Palazzo di città e Asp, inizialmente concentrato soprattutto sulle condizioni dell’ospedale e sulle carenze di personale, si è progressivamente spostato sul piano istituzionale. L’ordinanza del sindaco ne rappresentava uno dei passaggi più significativi e il ricorso dell’Azienda sanitaria ha aperto un nuovo fronte. Adesso arriva la prima pronuncia della giustizia amministrativa, che sospende il provvedimento comunale ma lascia aperta la questione di fondo: come garantire al Vittorio Emanuele personale, servizi e assistenza adeguati alle esigenze della città e del territorio. Si aspetta la sentenza. Il sindaco attende l'esito di questa battaglia giudiziaria anche per aprire un dibattito sui poteri reali che un sindaco ha in materia di sanità