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La protesta

Gela non ci sta più: ordinanza urgente del sindaco contro il silenzio dell’Asp e manifestazione cittadina

Ospedale in codice rosso e guerra sempre più dura tra amministrazione comunale e vertici sanitari

25 Settembre 2026, 15:07

15:10

Ferragosto di presidio davanti all'ospedale di Gela: Di Stefano chiede rinforzi

E’ guerra  sempre più spietata tra il sindaco Terenziano Di Stefano e la dirigenza dell’Asp 2 sulle carenze dei servizi opspedalieri. Da 56 giorni sindaco ed alleati portano avanti il sit in di protesta  con un gazebo davanti l’ospedale. Oggi era atteso l’assessore regionale alla sanità Caruso per una verfica delle cose fatte ad un mese dalla prima visita a Gela. Ma ha impegni istituzionali. Verrà a breve. Ed intanto la direzione generale dell’Asp  con un post sui social annuncia di aver contrattualizzato tre giovani medici per il pronto soccorso e nello stesso post attacca il sindaco per la sua  battaglia strumentale, sostenendo che la sanità a Gela è migliore che altrove. . 

La miccia è esplosa. Nel giro di mezz’ora il primo cittadino ha annunciato per il 3 ottobre una manifestazione cittadina davanti all’ ospedale, E poi  firma un’ordinanza che  è come uno schiaffo istituzionale in faccia a un sistema sanitario che da troppo tempo finge di non vedere il baratro. "Nel Presidio Ospedaliero Vittorio Emanuele la situazione è talmente grave da sembrare surreale: al Pronto Soccorso ci sono 2 medici invece dei 14 previsti, e non è un refuso, è la fotografia impietosa di un servizio che dovrebbe salvare vite e invece arranca con turni notturni retti da un solo medico. La Chirurgia non sta meglio, con 3 medici su 9, mentre la Radiologia rischia di spegnersi da un momento all’altro per mancanza di personale, mettendo in ginocchio diagnosi e interventi urgenti. Il Comune ha chiesto chiarimenti all’Asp  il 15 settembre 2026, ma la risposta non è mai arrivata, “come se la trasparenza fosse un optional”.

Così il sindaco Giuseppe Terenziano Di Stefano ha deciso di usare il potere più drastico che ha: un’ordinanza contingibile e urgente che impone all’ASP di Caltanissetta misure immediate, straordinarie e non differibili per garantire la continuità dei servizi essenziali, dalla copertura dei turni alla salvaguardia della Radiologia, fino al rafforzamento della Chirurgia. Entro 24 ore l’Asp dovrà consegnare una relazione dettagliata su organici, turni, falle e soluzioni attivabili, mentre la Regione Siciliana viene chiamata formalmente a intervenire, perché qui non si parla di burocrazia ma di salute pubblica. Il provvedimento dura 30 giorni, con monitoraggio settimanale, e il Prefetto viene informato della situazione “di particolare gravità”. In altre parole, il sindaco certifica ufficialmente che l’ospedale di Gela è in emergenza e che il rischio per la popolazione è concreto, attuale e inaccettabile. Una presa di posizione dura, inevitabile, che, nelle intenzioni del sindaco, vuole mettere l’ASP davanti alle proprie responsabilità e ricorda alla Regione che la distanza dai presidi alternativi non è un dettaglio geografico ma una questione di vita o di morte. "Gela non chiede miracoli: chiede medici, turni coperti, servizi funzionanti. Chiede ciò che dovrebbe essere normale e che invece, da troppo tempo, è diventato straordinario" - dice il primo cittadino.