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il caso

Frana di Niscemi, il sindaco chiede il licenziamento del dirigente amico fedele di Schifani

Il tecnico indagato che durante l'evento si è liquidato 70mila euro è nell'occhio del ciclone per la Sp12

25 Settembre 2026, 10:28

10:31

Frana di Niscemi, il sindaco chiede il licenziamento del dirigente amico fedele di Schifani

Come era il tratto della Sp 12 prima della frana: il tecnico Sergio Tumminello e il sindaco Massimiliano Conti

A Niscemi la frana che ha sconvolto il territorio a gennaio continua a produrre conseguenze non soltanto sul piano della sicurezza e della viabilità, ma anche su quello istituzionale. L’ultimo fronte di scontro riguarda la Strada provinciale 12 e vede contrapposti il Comune e la Struttura commissariale regionale per il contrasto al dissesto idrogeologico. Il sindaco Massimiliano Conti ha infatti chiesto formalmente al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il licenziamento del dirigente della struttura, Sergio Tumminello (il cui nome compare tra i 13 indagati dalla procura di Gela per non aver predisposto gli interventi utili contro il dissesto). Quest'ultimo non è un dirigente qualsiasi, è il tecnico fidato del presidente della Regione tant'è che è stato lui stesso a volerlo a capo di un ufficio che dovrebbe macinare ogni anno milioni di euro ma i risultati conseguito quest'anno lasciano tanto a desiderare. Tumminello è il tecnico che mentre a Niscemi si faceva la conta dei danni dopo la frana si è liquidato la somma di 70mila euro per i risultati conseguiti lo scorso anno.

La richiesta del sindaco Conti è arrivata dall’aula del Consiglio comunale, al culmine delle polemiche sulla gestione degli interventi destinati alla Sp12, arteria strategica del territorio niscemese e da anni alle prese con fenomeni di dissesto. La strada è chiusa al transito dal 2019, quando il cedimento del piano carrabile rese necessario il ricorso a una bretella alternativa realizzata dal Genio civile. La Regione ha recentemente rilanciato il progetto di messa in sicurezza, aggiudicando la progettazione esecutiva per un intervento che prevede circa tre milioni di euro di lavori. La gara per l'aggiudicazione dei servizi è stata celebrata e assegnata e c'è anche una commissione che deve essere retribuita per il lavoro fatto.

Proprio la progettazione è diventata il cuore della nuova polemica. Secondo quanto riferito dal sindaco Conti, in una recente intervista televisiva Tumminello ha provato una difesa d'ufficio sostenendo che gli interventi programmati non avrebbero tenuto conto delle attuali condizioni del versante interessato dalla frana perché il Comune non avrebbe trasmesso dati e documentazione aggiornati sullo stato dei luoghi. Un'accusa che il primo cittadino respinge con decisione. «Siamo di fronte ad affermazioni del tutto infondate che creano un gravissimo incidente istituzionale tra il Comune e la Regione», ha affermato Conti, spiegando di avere per questo chiesto direttamente a Schifani di intervenire nei confronti dell'amico-dirigente.

Il sindaco rivendica infatti l'attività svolta dall'amministrazione negli anni e, in particolare, la trasmissione periodica della documentazione relativa al versante Calanco-Canale e alla Sp12. «Negli anni non siamo stati a guardare – ha sostenuto Conti – abbiamo rendicontato e inviato ogni due settimane report, rilievi satellitari e relazioni sullo stato del versante Calanco-Canale e della Sp12 alla Protezione civile e alla Struttura commissariale». È dunque sulla ricostruzione dei passaggi tecnici e amministrativi che si gioca una parte importante dello scontro. Da un lato la struttura regionale sostiene la necessità di intervenire su un'area caratterizzata da una forte fragilità idrogeologica; dall'altro il Comune contesta che possano essere attribuite agli uffici municipali responsabilità per eventuali carenze nella disponibilità o nell'aggiornamento delle informazioni.

La Regione, nei propri atti ufficiali, ha descritto l'area della Sp12 come un sito a pericolosità P2, interessato negli anni da fenomeni franosi, erosione e cedimenti. Il progetto affidato recentemente dovrà comprendere, tra le altre cose, opere per la regimentazione e lo smaltimento delle acque superficiali, la messa in sicurezza del Calanco Canale, il consolidamento del versante e il sostegno del corpo stradale. L'obiettivo è ridurre il rischio e garantire nuovamente un collegamento fondamentale per la parte occidentale della città. Ma su quel tratto di strada adesso la competenza è del commissario per la frana Fabio Ciciliano. Il super dirigente della protezione civile nazionale che da Palermo non è stato minimamente interpellato dopo l'evento franoso di gennaio. Anzi per dirla tutta, con carte alla mano, dagli uffici del commissario contro il dissesto idrogeologico c'è stata un'accelerazione alla procedura. E le date parlano chiaro: 16 gennaio la frana che fa chiudere la Sp 12, il 20 gennaio la nomina del Rup (consulente dell'ufficio) e poi gli annunci mentre a Niscemi già c'erano le prime relazioni sugli eventi franosi. 

«Dati tecnici alla mano – ha dichiarato – negli ultimi dieci anni la frana non si è spostata di un solo centimetro», dice Massimiliano Conti. Anche questa affermazione dovrà essere valutata alla luce della documentazione tecnica e dei rilievi disponibili. Il quadro generale, però, è reso ancora più complesso dalla grande frana che ha interessato Niscemi nel gennaio di quest'anno. La Protezione civile nazionale ha ricostruito una sequenza di eventi iniziata tra il 15 e il 16 gennaio, quando un primo movimento ha interessato la Sp12, seguita dalla riattivazione, il 25 gennaio, di un altro fronte franoso che ha coinvolto il settore urbano di Sante Croci-Belvedere, il torrente Benefizio e la Sp10. Il fenomeno complessivo ha interessato un fronte di circa 6,7 chilometri lungo il margine dell'abitato. Uno scenario emergenziale con competenze tecniche amministrative che di fatto hanno stravolto tutto. E se a Roma da otto mesi monitorano l'evoluzione, non è stato fatto da chi avrebbe dovuto portare avanti le procedure contro il dissesto in una città che già il 12 ottobre del 1997 ha già pagato un conto elevato. 

Nel frattempo, il progetto regionale sulla Sp12 è andato avanti. Ad aprile la Regione aveva pubblicato il bando per la progettazione esecutiva, con una base di gara di 375 mila euro. A settembre la procedura è stata aggiudicata a un raggruppamento di professionisti coordinato da Ica Engineering, per un importo di circa 270 mila euro. Le opere sono stimate complessivamente in tre milioni di euro e finanziate nell'ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Ed è proprio su questo iter che nei giorni scorsi si è aperto un ulteriore fronte. Il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile e commissario straordinario per l'area di Niscemi, Fabio Ciciliano, ha scritto a Schifani chiedendo un confronto sulla progettazione della SP12 e del Calanco Canale. Secondo quanto riportato, l'obiettivo è verificare che le soluzioni progettuali siano coerenti con le condizioni attuali del versante dopo gli eventi franosi di gennaio.