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La visita

L'assessore alla sanità Caruso a Gela tra barricate e acqua gettata sul fuoco

Le promesse e le richieste del sindaco :"non accetteremo passerelle"

24 Agosto 2026, 21:05

21:10

Ferragosto di presidio davanti all'ospedale di Gela: Di Stefano chiede rinforzi

Al venticinquesimo giorno di protesta del sindaco e dei suoi alleati sotto un gazebo posizionato davanti all’ospedale Vittorio Emanuele per protesta contro le gravi carenze dei servizi sanitari arriva il momento del “faccia a faccia” con l’assessore regionale alla sanità Marcello Caruso che “ ritiene legittima la situazione rappresentata dalla comunità gelese. E viene “per ascoltare e cercare insieme le possibili soluzioni” . L’assessore forzista alla vigilia della visita a Gela si presenta con il ramoscello di ulivo. Ma il sindaco di Gela è risoluto a non ascoltare “canti delle sirene”. Per smantellare il gazebo e quindi porre fine alla protesta dice che “non accetterà passerelle e promesse aleatorie”. “Cosa vogliamo dalla Regione? Semplice. Che Gela città ad alto rischio ambientale non sia trattata con i piedi con un solo medico per turno al pronto soccorso, medici di vari reparti costretti a lavorare 32 ore di fila, visite ed esami con liste di anni”.

Assessore ed Asp non si presenteranno a mani vuote.

Caruso e la deputata forzista nissena Rosetta Cirrone Cipolla un elenco di cose fatte lo hanno già diffuso alla vigilia. Il progetto del nuovo ospedale ad esempio: 250 milioni da investire e 16 milioni per la progettazione per la deputata forzista non sono promesse ma fatti. Per i medici del pronto soccorso un concorso dedicato, l’iniziativa per la rete formativa e la possibilità di utilizzare la graduatoria del Garibaldi di Catania. Per gli atri reparti: la cardiologia avrà nuovi medici del concorso appena concluso, l’unità operativa di neurologia che si attiverà a novembre. E per dimostrare di più viene riesumata l’Utin, vicenda assurda con i locali pronti da decenni, le attrezzature acquistate e rimaste a marcire per anni anni. Ora non servono più. Bisogna riacquistarle. Però il dossier è stato riesumato e è stata siglata una convenzione con l’Asp di Siracusa per l’Utin.

Nel calderone anche la nuova Rianimazione: presto l’inaugurazione. Finanziata da Eni per il periodo del Covid, in realtà è stata già inaugurata ma non attivata. Perché si sono accorti- a cose fatte- che nel progetto presentato c’erano degli errori e bisognava intervenire a correggerli. Tante storie a volte paradossali, tanti problemi e disservizi che vengono evidenziati dagli utenti che ogni giorno si fermano al gazebo per dare la loro testimonianza. “Non ci fermeremo se non arriverà un segnale forte per Gela”- dice il sindaco Terenziano Di Stefano.a