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Gela non si arrende e per la festa di San Rocco il parroco lancia il monito: «I gelesi non deve viaggiare per curarsi»

Dalla lettera alla premier Giorgia Meloni all'organizzazione della manifestazione in prossimo 28 agosto

18 Agosto 2026, 07:02

07:16

Gela non si arrende e per la festa di San Rocco il parroco lancia il monito: «I gelesi non deve viaggiare per curarsi»

Una lettera al governo Meloni e la preparazione di una manifestazione cittadina mentre continua il sit-in sulla sanità al gazebo davanti all’ospedale "Vittorio Emanuele". Anche ieri il sindaco ed i suoi alleati erano al gazebo. Mercoledì riceveranno la visita del Gela calcio.

«Restiamo qua finché non arriverà un segnale concreto di attenzione verso la popolazione gelese» - dice il sindaco - la città sta dando una risposta eccezionale a questa battaglia con tanta gente che viene al gazebo ad apporre la forma di sostegno. Assordante il silenzio dei sindacati del settore sanità che all’improvviso non hanno nulla da recriminare. Finora però i 17 giorni di protesta, che non si è fermata nemmeno a Ferragosto, non hanno prodotto alcun risultato in termini di potenziamento dell’ospedale.

Sindaco ed alleati dovranno trovare una strategia per superare la fase del sit-in. Una proposta viene dall’esponente di Per - Controcorrente Miguel Donegani. «La mia proposta è di andare alla Regione con tutte le forze politiche, in un tavolo con il governo Schifani e l'Asp, per pretendere impegni precisi e un cronoprogramma». Non si può andare avanti con iniziative, legittime, ma solo simboliche. Di Stefano ed alleati vorrebbero, invece, che l’assessore Caruso venisse a Gela.

In preparazione una manifestazione cittadina per il 28 agosto con il mondo della chiesa e le associazioni. E proprio nel giorno di San Rocco, il santo che ha curato i malati colpiti dalla peste durante il Medioevo, il parroco Enzo Romano ha richiamato la responsabilità della classe politica che è al governo regionale e i vertici della sanità pubblica in provincia di Caltanissetta.

«Gela è una grande città con un bacino d’utenza elevato - ha detto - è la città più grande della provincia e non può essere così maltrattata. Il personale in servizio in ospedale è ridimensionato e quando si è sotto stress il rischio di sbagliare è dietro l’angolo. Non ce la possiamo prendere con i medici che ogni giorno lavorano per la nostra salute, ma con chi è chiamato a trovare soluzioni e ancora non lo ha fatto».

E poi un piccolo viaggio sul personale: «Ho vissuto il trasferimento in Emodinamica a Caltanissetta per l’intervento mentre a Gela c’è una sala operatoria pronta che può essere utilizzata. Questo è quello che non va, le decisioni bisogna avere il coraggio di prenderle. I gelesi non possono continuare a viaggiare per essere curati pur avendo un ospedale nella loro città. Serve responsabilità».

Da qui la chiara richiesta alla comunità di scendere in piazza nel momento in cui la città sarà chiamata a farlo per chiedere il potenziamento della struttura ospedaliera «perché ne vale della salute di tutti noi e dei nostri cari». Questa volta non possiamo rimanere in silenzio.