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Il dossier

Per la salute mentale in Sicilia ci sono problemi strutturali e 40 milioni inutilizzati

L’emergenza: un movimento di 26 sigle denuncia le inadempienze alla Regione mentre Tso e disagio giovanile sono in aumento

02 Luglio 2026, 08:58

09:00

Per la salute mentale in Sicilia ci sono problemi strutturali e 40 milioni inutilizzati

Lo stato (pessimo) della tutela della Salute mentale in Sicilia è sintetizzato da un numero in negativo: -0,21. Si tratta del quarto peggior dato italiano - peggio fanno Piemonte, Sardegna e Toscana - ed è un indice (con 0 il valore medio italiano) calcolato su 14 indicatori dalla Società scientifica italiana di epidemiologia psichiatrica. Sintetizza una situazione che vede il disagio psichico giovanile cresciuto di circa il 30% negli ultimi anni, con gli accessi al pronto soccorso per problematiche psichiatriche aumentati del 10%, mentre il numero di operatori resta inferiore alla media nazionale. Inoltre i Tso (trattamento sanitario obbligatorio) in Sicilia sono 1,6 per 10.000 abitanti contro la media dello 0,9 su 10.000 in Italia (secondo i dati del Ministero della Salute). E col paradosso di avere oltre 40 milioni di euro destinati al budget di Salute e ai percorsi terapeutici che risultano ancora non pienamente utilizzati.

Il quadro è stato fatto ieri dal Movimento regionale delle organizzazioni per la Salute mentale in Sicilia a Palazzo dei Normanni. Qui si sono confrontati associazioni, persone con esperienza di disagio psichico, familiari, professionisti, ordini professionali, cooperative sociali, rappresentanti del terzo settore, organizzazioni sindacali e operatori dei servizi. E il Movimento, composto da 26 sigle, che spaziano dai sindacati alle associazioni di volontariato e a quelle dei professionisti del settore, oltre ai dati ha presentato una interrogazione all'Assessore regionale della Salute, un vero e proprio dossier che definiscono «un manifesto degli stati generali della Salute mentale in Sicilia»   . Tra le decine di interventi, sono quindi emerse inadempienze e i ritardi accumulati in questi anni. Per il Movimento «dipendono da una precisa volontà politica oppure da una macchina amministrativa che rallenta, blocca o disperde decisioni e progetti già condivisi». Nel corso dell'incontro è stato ricordato che la Consulta regionale delle associazioni dei familiari e degli utenti non viene convocata dal luglio 2024, che il Coordinamento tecnico regionale Salute mentale è fermo dal gennaio 2025 e che l'ultimo confronto con l'Assessorato risale al 15 dicembre 2025, senza che a esso siano seguiti sviluppi concreti. E l’intento di non fermarsi all’interrogazione è manifesto: «Se non arriveranno risposte, il confronto si sposterà davanti a Palazzo d'Orléans».

È stata inoltre denunciata la progressiva trasformazione dei Centri di Salute mentale «in semplici ambulatori psichiatrici», con il conseguente indebolimento delle équipe multidisciplinari e della presa in carico territoriale. Nel dibattito sono emerse criticità relative ai centri diurni, ai servizi per l'autismo in età adulta, ai percorsi per l’Adhd degli adulti, alla doppia diagnosi e alle strutture dedicate ai minori.

Le richieste avanzate dal Movimento delle organizzazioni per la promozione della Salute mentale in Sicilia hanno però trovato l’appoggio di un Intergruppo parlamentare che ha recepito e fatto proprie le principali istanze avanzate dalle associazioni, assumendo l'impegno di portarle all'interno dell'Assemblea regionale. Un passaggio che i promotori considerano fondamentale: «Non siamo qui per alimentare polemiche. Siamo qui perché crediamo che la salute mentale debba tornare a essere una priorità nelle politiche regionali e nazionali”, è stato sottolineato nel corso dei lavori. “Il documento che oggi presentiamo non è una riflessione teorica ma il risultato di ciò che vediamo ogni giorno nei territori, nei servizi e nelle famiglie”, hanno ricordato i rappresentanti del Movimento.