Attualità
Venerdì lo sciopero nazionale della sanità privata per il contratto scaduto da 11 anni: aderiscono i dipendenti di Casa Rosetta
Anche le rette delle prestazioni convenzionate sono ferme dal 2014, l'associazione chiede l'aumento alla Regione
Allo sciopero nazionale della sanità privata indetto dai sindacati per venerdì 17 aprile è annunciata la partecipazione anche di dipendenti di Casa Rosetta, interessati al rinnovo del contratto nazionale di lavoro Aris per le comunità alloggio e i centri di riabilitazione. Il contratto è scaduto nel 2015. L’Aris (l’associazione datoriale alla quale Casa Rosetta è affiliata) ha chiesto l’impegno delle Regioni ad aumentare le rette delle prestazioni convenzionate e a sostenere così il prevedibile aumento del costo del lavoro. Con le rette vigenti le aziende come Casa Rosetta andrebbero in deficit.
Il presidente di Casa Rosetta Giorgio De Cristoforo, in vista dello sciopero ha diffuso una nota in cui esprime solidarietà e sostegno ai dipendenti e ai cittadini utenti dei servizi dell’Associazione (centri di riabilitazione, comunità alloggio, comunità terapeutiche per le dipendenze patologiche) e ha scritto anche al sindaco e al presidente del consiglio comunale di Caltanissetta auspicando un’analoga presa di posizione dell’amministrazione comunale e un’azione di pressione politica nei confronti della Regione.
"Casa Rosetta - ha aggiunto il presidente De Cristoforo - con i suoi 240 dipendenti è una delle maggiori realtà occupazionali del territorio, e i servizi sociosanitari che eroga sono essenziali per la qualità della vita di migliaia di cittadini e loro familiari che vivono condizioni di vario e grave disagio. Sicuramente tra le priorità nell’attenzione e nell’impegno della politica dev’esserci la difesa dei posti di lavoro e la tutela dei diritti dei cittadini. Riteniamo quindi opportuno che l’Amministrazione e il Consiglio comunale abbiano un’ampia e diretta informazione sui motivi dello sciopero che per un giorno sospenderà servizi sociosanitari fondamentali per persone in difficoltà. Ma riteniamo altresì necessario che il governo della città, nelle espressioni di vertice del Comune, prendano posizione a sostegno dei lavoratori e degli utenti dei servizi, e facciano anch’essi pressione nei confronti della Regione affinché apra disponibilità alla revisione delle rette e quindi allo sviluppo delle trattative per il rinnovo del Ccnl Aris scaduto da oltre dieci anni”.