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l'iniziativa

Tra passato e futuro l’Eni narra la sua storia nel territorio gelese

Fai e Bioraffineria: In 150 nella vecchia sala controllo e in città nasce la voglia di puntare sull’archeologia industriale

22 Marzo 2026, 10:11

10:21

Tra passato e futuro  l’Eni narra la sua storia  nel territorio gelese

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Nel primo giorno di primavera a Gela domina l’archeologia.

Al Museo dei Relitti Greci ancora un sabato con il pienone di visitatori attratti dalla nave greca e dai reperti recuperati dal mare.

In contemporanea, nel sito Eni un evento promosso dal Fai e dalla Bioraffineria Enilive dedicato all’archeologia industriale: due facce della stessa medaglia.

Ma è proprio l’archeologia industriale a rappresentare l’aspetto inedito della giornata.

In tre turni, 150 visitatori sono entrati nel cuore d’acciaio della raffineria, la vecchia sala controllo dismessa da alcuni anni e aperta per la prima volta al pubblico. Un salto dal passato al presente: dalla sala che governava con pulsanti, comandi e grandi orologi gli impianti della raffineria di greggio, alla nuova sala bunker blindata con postazioni computerizzate. Segni inequivocabili di un mondo radicalmente cambiato.

L’iniziativa, grazie al panorama dalla terrazza della vecchia sala controllo, ha permesso di cogliere il profondo cambiamento che dal 2024 ad oggi ha trasformato il sito industriale Eni di Gela, entrando nel cuore di un imponente progetto di riconversione che, ancora una volta, segna il territorio gelese e il suo destino. Una città che resta legata alla sua industria.

«E anche noi lo siamo: il rapporto con il territorio in cui operiamo è fondamentale. Per questo partecipiamo alle Giornate Fai di primavera, facendo conoscere da vicino la nostra storia. Come eravamo e come siamo», ha detto il presidente della bioraffineria Luca Alburno.

La visita alla vecchia sala controllo ha riacceso il dibattito su un aspetto non secondario della presenza Eni a Gela: la raffinazione di greggio pesante voluta da Enrico Mattei lo scorso secolo è una pagina archiviata per far posto alla bioraffinazione, ma può essere raccontata con tour di archeologia industriale. Una riconversione che diventa opportunità non solo economica e ambientale ma anche culturale.

Come nella Ruhr o a Bilbao, è possibile investire nell’archeologia industriale a Gela, evitando di demolire tutti gli impianti in disuso e creando un’area visitabile con ciò che resta più rappresentativo della fase storica chiusa nel 2014.

Una prospettiva che piace al sindaco Terenziano Di Stefano, presente all’incontro, e al senatore Pietro Lorefice, promotore nel 2019 del protocollo d’intesa tra Ministero dell’Ambiente ed Eni sul piano decennale di demolizioni e bonifiche.

Un piano che – spiegano da Eni – procede secondo cronoprogramma e si completerà nei tempi fissati. La prima fase, avviata nel 2021, ha visto la demolizione degli impianti simbolo della raffineria, dal camino Snox alle caldaie.

Nella seconda fase, partita nel 2024, sono stati eliminati altri impianti fondamentali per la lavorazione del greggio. Nel 2026 sono in corso le demolizioni dei vecchi magazzini dell’ex Agricoltura, attività che si chiuderà in un anno, e sono previsti altri appalti per gli impianti inseriti nel Protocollo. Tra questi il quadricanne.

«Un protocollo su cui il Ministero avrebbe dovuto effettuare da tempo una verifica – dice il senatore Lorefice – e non lo ha fatto. Ho inviato tre richieste al Ministro dell’Ambiente senza ricevere risposta. Tornerò alla carica: quel protocollo va monitorato e anche revisionato. Ci sono impianti che nel 2019 non si pensò di inserire tra le demolizioni e altri che andrebbero conservati nell’ottica dell’archeologia industriale».

In questo quadro e nell’ambito della revisione del protocollo tra Eni e Ministero dell’Ambiente, può concretizzarsi l’idea di offrire a chi arriva a Gela un’altra narrazione: accanto alla storia della fiorente colonia greca con i suoi imponenti resti, anche quella di un territorio che ha ospitato l’industria pesante e poi ha voltato pagina, diventando un esempio di riconversione industriale in Europa.

La vecchia sala controllo aperta ieri al pubblico potrebbe diventare un reperto centrale del futuro tour di archeologia industriale a Gela.