Attualità
Il Comitato consultivo del Consorzio universitario nisseno nasce tra le polemiche. La Cgil: "Ci sono soltanto uomini"
Il dott. Giovanni Ciaccio eletto presidente. La segretaria provinciale del sindacato, Rosanna Moncada: "Nel 2026 è inaccettabile una governance senza donne"
Si insedia il Comitato tecnico consultivo territoriale del Consorzio universitario di Caltanissetta ed è subito polemica. La segretaria generale della Cgil Rosanna Moncada contesta infatti il mancato rispetto delle “quote rosa”.
Ma andiamo con ordine. I nuovi componenti del Comitato, indicati dai soci del Consorzio universitario (Comune di Caltanissetta, Libero Consorzio dei Comuni, Camera di Commercio, Asp e Cefpas) sono il dott. Giovanni Ciaccio, l’arch. Andrea Maria Milazzo, il dott. Carlo Sorbetto, l’avv. Manlio Sortino ed il dott. Attilio Ristagno. All’insediamento hanno fatto gli onori di casa il presidente del Cda Gianluca Tumminelli ed i consiglieri Alessandro Maira e Francesco Marra.
Il Comitato ha provveduto ad eleggere all’unanimità alla carica di presidente il dott. Giovanni Ciaccio, procedendo poi a programmare le attività che saranno realizzate in collaborazione con gli stessi amministratori del Consorzio universitario, operando in raccordo con le rappresentanze studentesche ed i soci, «al fine di rendere l’offerta formativa ed i servizi agli studenti sempre più adeguati, ed individuare sempre più la città di Caltanissetta quale nodo essenziale della Formazione superiore accademica siciliana», si legge in un comunicato.
«L’assenza di donne nel Comitato tecnico consultivo territoriale del Consorzio Universitario di Caltanissetta accolto dal Cda del Consorzio (anch’esso tutto al maschile) - prosegue Rosanna Moncada - determina la mancanza di quella diversità di prospettiva fondamentale per affrontare le sfide complesse necessarie per un polo universitario. Quale messaggio diamo alle studentesse e agli studenti? Non possiamo parlare né di sviluppo, né di innovazione se le basi su cui poggiano queste istituzioni escludono sistematicamente il merito e la professionalità femminile».
E conclude: «Una governance monocolore è una governance miope e senza futuro».